Turco: «quanto scritto oggi sul metadone è pura disinformazione»

Roma, 4 Ottobre 2007 – In riferimento alle notizie di stampa e ai successivi commenti apparsi oggi in merito a un decreto del Ministro della Salute sulla consegna dei medicinali per il
trattamento delle tossicodipendenze, il Ministro della Salute Livia Turco ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Sono profondamente sconcertata dall’enfasi data ad una notizia che non è una notizia. E ancora di più lo sono per l’evidente superficialità, che evidenzia una palese
ignoranza delle norme in vigore, di quanti hanno commentato la mia presunta volontà di elargire “metadone a go-go” come titolava imprudentemente stamattina un quotidiano.

La realtà è ben diversa e soprattutto l’onorevole Giovanardi ne dovrebbe essere consapevole avendo lui stesso firmato le modifiche alla legge sulla droga (con la legge
Fini-Giovanardi) che hanno portato da otto a trenta giorni la durata massima della terapia oggetto di una singola prescrizione di farmaci contenenti sostanze stupefacenti, compresi quelli utili
al trattamento delle tossicodipendenze, tra i quali per l’appunto il metadone.

Con questo decreto, all’esame della Stato-Regioni, abbiamo semplicemente dato attuazione a quella legge prevedendo le modalità attraverso le quali i Sert possono erogare tali trattamenti
sempre secondo il piano terapeutico stabilito dal medico e per un massimo di trenta giorni come, lo ribadisco, previsto dalla legge Fini-Giovanardi all’art. 43.

In proposito è poi bene sottolineare che già oggi la legge consente al tossicodipendente di ritirare in farmacia il metadone per terapia fino ad un massimo di trenta giorni.

E allora dov’è lo scandalo? Se di scandalo dobbiamo parlare è per quest’ennesima strumentalizzazione politica della lotta alle tossicodipendenze, basata tra l’altro su una grave
disinformazione all’opinione pubblica. Infine, anche per quanto riguarda l’altra finta “notizia scandalo” sulla presunta libertà di movimento in Italia dei tossicodipendenti in cura con
metadone si deve precisare, che anche in questo caso, è sempre la legge Fini-Giovanardi a stabilire che il tossicodipendente possa circolare con un quantitativo di metadone per un
massimo di trenta giorni di terapia, purché in possesso del piano terapeutico o della prescrizione medica. E lo stesso dicasi per quel che concerne la possibilità di portare
all’estero la quantità di medicinale legalmente posseduta, per la quale è stato predisposto un ulteriore decreto per ottemperare agli accordi di Shengen e alle linee guida delle
Nazioni Unite, che hanno invitato gli Stati a emanare norme per regolamentare il libero transito dei medicinali stupefacenti al seguito dei pazienti in trattamento (morfina, metadone, codeina,
buprenorfina, benzodiazepine, barbiturici, etc) per tutte le patologie, tossicodipendenze incluse”.

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