Transistor nei nervi per tornare ad amare

Napoli – Transistor impiantati per risvegliare i nervi lesi del bacino, oggi per recuperare una normale vita sessuale e sociale, domani, forse, per restituire l’uso delle gambe ai
paraplegici; questo l’obiettivo finale della tecnica messa a punto dal francese Marc Possover, direttore del Dipartimento di Ginecologia e chirurgia mininvasiva dell’ospedale Saint Elisabeth di
Colonia (Germania), dove opera anche l’italiano Vito Chiantera. Dal primo esperimento, nel 2003 a Brindisi su un paziente paralizzato che ha potuto camminare per un breve periodo di tempo, sono
state operate 30 persone. Grazie all’intervento, ora possono avere rapporti sessuali e urinare. Le promesse della metodica, ‘approvata dall’americana Fda, sono state illustrate a Napoli,
durante il 48esimo Congresso annuale dell’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani).

«La procedura – sottolinea Chiantera – permette di restituire funzionalità ai nervi del bacino che hanno subito lesioni, impiantando neurotrasmettitori in ciascuno di essi. La
tecnica, che abbiamo brevettato a livello internazionale pochi mesi fa e che la Fda ha giá approvato per un suo utilizzo negli Stati Uniti, si basa sul perfezionamento della tecnica
laparoscopica che oggi riusciamo a utilizzare per individuare con precisione i singoli nervi del bacino sui quali poter intervenire».

PRUDENZA PER I PERAPLEGICI – «Una volta giunti con strumenti molto sottili e con una microcamera in corrispondenza di ciascun terminale nervoso del bacino – continua l’esperto –
eseguiamo in questa zona gli impianti che i neurochirurghi giá da tempo eseguono in altri distretti corporei». Finora è stato possibile ripristinare la funzionalitá
sessuale e riattivare la vescica. la speranza per il futuro è di poter utilizzare la tecnica anche per casi di paraplegia.
Però, dopo avere recuperato la funzione motoria per un pò il paziente operato a Brindisi è stato costretto a sottoporsi alla rimozione dei transistor a causa di una grave
infezione. L’uomo bionico, insomma, è ancora lontano. Ma la scienza conta un giorno di poter vincere questa grande sfida, con interventi sempre più efficaci e sicuri.

17 ottobre 2007

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