Torino: In Consiglio si torna a parlare di Tav, approvato Odg proposto dalla maggioranza Bresso

Torino – Per procedere con il progetto della Torino-Lione, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso chiede al governo la convocazione di un tavolo politico con i
sindaci “in tempi strettissimi” e l’anticipo di 200 milioni di euro che, uniti ai 100 che metterà la Regione, serviranno per far partire i lavori su nodo di Torino. Il ministro
Altero Matteoli sarà nel capoluogo piemontese il 4 febbraio e quel giorno, ipotizza Bresso, si potrebbe convocare il tavolo politico.

I 200 milioni invece potrebbero comparire già in un atto integrativo che dovrebbe essere firmato da Bresso con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi il 23 gennaio a Roma.
Il calendario delle prossime tappe è stato illustrato da Bresso oggi nell’aula del consiglio regionale, dove si è tornati a discutere di Tav. Saranno messi ai voti due
ordini del giorno, uno della maggioranza che sarà votato anche da un pezzo della sinistra radicale (quella che confluirà in futuro nel nuovo partito La Sinistra), e uno
dell’opposizione.

Il primo sposa la linea del Pd: continuare sulla strada del dialogo per arrivare a una progettazione unitaria e condivisa del tracciato; il secondo boccia come “minimaliste” le risposte
di Bresso e chiede di premere sull’acceleratore per la realizzazione dell’opera.”Il tavolo politico – ha spiegato Bresso – servirà innanzitutto per dare all’Osservatorio un nuovo
mandato a lavorare. A quel tavolo porteremo la richiesta che l’Osservatorio svolga un’attività di monitoraggio e sorveglianza, affiancando i soggetti che si occuperanno della
progettazione della nuova linea e verificando che tutte le prescrizioni individuate in questi mesi vengano recepite nella progettazione”.

“Il nodo di Torino – aggiunge l’assessore Daniele Borioli – include un pacchetto di opere che abbiamo presentato al ministro Matteoli nell’ultimo incontro con i sindaci. L’anticipo di
200 milioni, insieme ai 100 che metteremo noi, ci consentiranno di partire subito con una serie di interventi per la creazione di un verso sistema ferroviario metropolitano. Serviranno
anche per l’acquisto di nuovi mezzi e per avviare azioni volte al trasferimento modale dalla gomma al ferro”. Così facendo, conclude Bresso, i cittadini capiranno che “l’opera
serve anche per Torino”, che “alla fine si ritroverà con uno straordinario sistema ferroviario metropolitano”.

“Non voglio convincere nessuno dal punto di vista ideologico, ma accoglieremo nella coalizione soltanto coloro che accetteranno un programma favorevole alla Tav”: lo ha affermato la
presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, spiegando ai giornalisti il suo punto di vista sulle future alleanze elettorali.

“Non su tutto c’é condivisione ideologica – ha rimarcato Bresso – ma su tutto deve esserci condivisione programmatica. Nell’attuale coalizione di maggioranza ci sono esponenti
politici parzialmente o del tutto contrari all’opera. Le opinioni diverse possono essere presenti, però non devono impedire a chi ha la responsabilità di governare di
farlo secondo il proprio programma. Quindi – ha concluso – non ci sono problemi nei confronti di chi dice no alla Tav ma accetta di portare avanti un programma che ne prevede la
realizzazione”.

Dopo quasi un’intera giornata dedicata a nuova discussione sulla Tav, il consiglio regionale del Piemonte ha approvato questo pomeriggio un ordine del giorno della maggioranza a favore
dell’opera. Due le richieste, rivolte al governo di Silvio Berlusconi: “mantenere la linea del dialogo” e “finanziare in quota parte” il nodo di Torino, per il quale la presidente della
Regione, Mercedes Bresso, ha chiesto 200 milioni di anticipo allo stato.

Il documento, presentato dal capogruppo del Pd Rocco Muliere, porta anche le firme degli esponenti di Sdi, Idv, Insieme per Bresso e Moderati. Lo ha votato inoltre un pezzo della
sinistra radicale, quella che confluirà nel futuro partito La Sinistra, di cui fanno parte i consiglieri Luca Robotti (in uscita dal Pdci), Giorgio Comella e Sergio Cavallaro
(Sinistra Democratica).

In un comunicato congiunto, i tre spiegano di essere favorevoli alla continuazione del lavoro avviato dall’Osservatorio, ma anche a sostegno della posizione espressa dai sindaci
valsusini nel documento Fare, ovvero “che la progettazione debba partire dal nodo di Torino e non dalla Valle, e che non si debba in questa fase dare per certa la costruzione del tunnel
di base”. Nel centrosinistra restano ideologicamente contrari all’opera Prc, Pdci (ma non c’era il consigliere), ed Ecologisti che hanno votato no. Per loro, come ha spiegato il
capogruppo di Rifondazione Gian Piero Clement, “i costi immensi e la devastazione ambientale” che l’opera comporterebbe non possono essere affrontati, e la priorità resta
un’altra, quella di “migliorare i treni locali per i pendolari”.

Comunque, assicura Clement, “la maggioranza ora è salda, e la presidente della giunta Mercedes Bresso nella riunione di venerdì scorso ha chiarito che possono essere
presenti in coalizione anche opinioni diverse, purché non impediscano di governare a chi ne ha la responsabilità”. La votazione finale è stata: 44 sì, 6 no
(Prc e ecologisti), 3 astenuti (Lega). Escluso il Carroccio, quindi, anche il centrodestra ha votato a favore del documento della maggioranza.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento