Territori, Vini, informazioni a portata di smartphone e mercato dell’export protagonisti nel

Vinitaly 2012, 25 -28 Marzo 2012

L’enologia del Sud d’Italia mantiene le attese:
Territori, Vini, informazioni a portata di smartphone e mercato dell’export protagonisti nel Padiglione Sicilia della Fiera di Verona
Il vino italiano di qualità, nel mondo, piace sempre di più e la Sicilia è ormai una delle regioni vitivinicole più apprezzate e conosciute.

Per questa 46° edizione del Vinitaly la Sicilia del Vino si è preparata per una partecipazione che anche quest’anno appare forte e qualificata: 17 diversi contesti produttivi, oltre
200 aziende vitivinicole, 1.000 etichette in degustazione e centinaia di informazioni e curiosità a portata di smart-phone in un padiglione di oltre 8.000 metri quadrati. Sono questi i
numeri che danno l’idea degli attori e del grande palcoscenico impegnati nel grande esibizione messa in scena dalla Sicilia per la Fiera di quest’anno.

In degustazione nei banchi d’assaggio delle aziende siciliane tutte le migliori espressioni delle principali cultivar siciliane: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Catarratto, Grillo, Inzolia,
Zibibbo e Malvasia.
Una prova d’assaggio che potrà rivelare come l’enologia siciliana, grazie al rigore produttivo orientato all’eccellenza e alla valorizzazione dell’identità culturale del territorio,
non solo ha definitivamente conquistato un posto di leadership nel Made in Italy enologico ma sta definendo nuove opportunità di crescita per i vini del Mediterraneo.

Come ha avuto modo di dichiarare Robert Parker durante il Wine Future di Hong Kong nel 2011, “in Europa il primato di vitigni internazionali come Merlot e Cabernet e delle zone produttive
storiche non è più isolato. Si registra una grande crescita dell’enologia del Mediterraneo; paesi come Spagna, Portogallo e regioni produttive del Sud Italia come la Sicilia, che
propongono vitigni e altre varietà identitarie, come Nero d’Avola e Aglianico, si stanno affermando con ottimi vini dal gusto moderno”.

“La Sicilia continua a rappresentare un caso felice – spiega Dario Cartabellotta direttore generale dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia – una regione che di anno in anno ha saputo
scommettere sul prodotto vino convogliando grandi energie e risorse. Moderne progettualità d’impresa e una condivisa volontà di valorizzare l’identità culturale del
territorio sono andate a disegnare un unicum produttivo che, anche in questo Vinitaly, costituirà un punto di riferimento imprescindibile per tutti i visitatori della Fiera.

La Sicilia del Vino ha saputo giocare le carte migliori nella sfida alla globalizzazione: i consumatori di tutto il mondo stanno premiando quelle regioni produttive che, come la Sicilia, meglio
hanno interpretato i cambiamenti in atto e offerto i loro vini ad un prezzo equilibrato e competitivo, restando però fedeli ad un concetto alto e vero di qualità e identità
territoriale”.
Da sempre l’IRVOS organizza fiere e manifestazioni per favorire da un lato la conoscenza dei prodotti regionali, dall’altro per agevolare i produttori ad essere sempre più preparati ad
interessare consumatori e buyers di tutto il mondo e ad affrontare il confronto con i competitors nazionali ed internazionali.

E il Vinitaly è una grande occasione per rinsaldare i rapporti: per il terzo anno consecutivo, il padiglione Sicilia ospiterà un TASTE & BUY organizzato dall’IRVOS e dedicato
esclusivamente alle aziende dell’isola. L’Area Business del Padiglione diventerà, da lunedì 26 a mercoledì 28, la “Piazza Affari del vino siciliano” in cui 120 cantine
dell’isola incontreranno oltre 90 buyers selezionati dall’IRVOS e provenienti da 33 Paesi.

Per il terzo anno consecutivo la Sicilia porta con se, impresso sulla propria pelle in maniera forte, il concetto di territorio, o di territori per meglio dire. Un concetto che aziende e
consumatori sembrano aver ben compreso. E proprio con l’obiettivo di rendere pienamente fruibile il patrimonio culturale, territoriale e enologico dell’isola, anche in questa edizione del
Vinitaly il padiglione dei vini di Sicilia sarà caratterizzato da un sistema informatico e informativo sviluppato per l’occasione che, a partire dall’accesso libero alla rete wireless fino
ai 12 totem informativi touch screen, metterà in campo le più avanzate tecnologie. Novità di quest’anno con cui l’IRVOS propone un passo successivo, il progetto denominato
“Sicilia WineCloud – Il Vino nel Cloud, la sua cultura in tasca”, realizzato grazie ad un protocollo d’intesa tra l’IRVOS e il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica e
Meccanica dell’Università degli Studi di Palermo.

WineCloud, l’app per iPhone e Android consentirà ai possessori di navigare il panorama informativo e promozionale del vino siciliano, al Vinitaly e in ogni altra manifestazione. La Fiera
è sempre stato un momento d’incontro e di scambio relazionale importantissimo, con il Cloud si amplia questo momento, nello spazio e nel tempo, potendo in qualsiasi momento recuperare
informazioni, prendere contatto, avere accesso alle novità di aziende e alle caratteristiche di un vino.

Anche quest’anno decisiva è stata la capacità dell’IRVOS di coinvolgere le aziende e creare aggregazione. Un processo che si è avvalso della sinergia tra l’Istituto Regionale
della Vite e del Vino e le associazioni di riferimento nel mondo del vino di qualità in Sicilia, quali la storica Assovini Sicilia e le più recenti Pro.Vi.Di. e Vitesi.

Questo approccio ha reso ammissibile la partecipazione attraverso il Programma di Sviluppo Rurale – Regione Sicilia 2007-2013 – Misura 133 “Sostegno alle associazioni di produttori per
attività di informazione e promozione”. La formula “territoriale”, conditio sine qua non per accedere a queste misure previste per la promozione del vino, ha sancito una valenza
paesaggistica e culturale ancor più marcata rispetto all’esposizione dello scorso anno. Una logica economica e di comunicazione che dal prodotto si sposta al territorio e che sembra dare i
risultati migliori: esportare vino e importare turismo.

Redazione Newsfood.com

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