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Survivors in oncologia: Aumentano le speranze

Survivors in oncologia: Aumentano le speranze

By Redazione

In Italia 2.250.000 persone vivono con una diagnosi di tumore (il 4% dell’intera popolazione), per lo più donne (1.250.000) e anziani. Quasi 1.300.000 di italiani (il 2,2% della
popolazione) sono lungoviventi, hanno cioè avuto una diagnosi di tumore da più di 5 anni e sono spesso liberi da malattia e da trattamenti antitumorali.

Quasi 800.000 persone (l’1,5% della popolazione) sono vive dopo oltre 10 anni dalla diagnosi di tumore, un numero che rispetto al 1992 è quasi raddoppiato, sia grazie all’aumento di
nuovi casi ascrivibile all’invecchiamento della popolazione e all’aumento di incidenza per qualche tumore, sia grazie alla migliorata sopravvivenza dopo il tumore.

Di questo si è parlato il 1 febbraio ad Aviano al convegno “I survivors in oncologia: l’esperienza italiana”, organizzato dall’Istituto Nazionale Tumori di Aviano con il
patrocinio della SIC (Società Italiana di Cancerologia) e dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica).

L’attuale organizzazione del follow-up dei pazienti oncologici in Italia ed in Europa segue un’esperienza tradizionale oggi superata, perché i lungoviventi sono ancora seguiti negli stessi
ambulatori e day hospital dove sono stati trattati per la malattia, che sono occupati dalla gestione dei nuovi pazienti e non sono adatti a fornire loro quelle attenzioni necessarie in
particolare sugli effetti secondari agli eventuali trattamenti chemioterapici, radioterapici, chirurgici ed ormonali ricevuti. Perché proprio quei trattamenti che li hanno portati alla
guarigione possono anche aver lasciato importanti sequele che richiedono una valutazione accurata dal punto di vista medico, includendo cardiologi, radiologi, ortopedici.

Per questo dal giugno 2008, presso il Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano – e in collaborazione con la Psicologia Oncologica dell’Istituto, diretta dalla
Dott.ssa Antonietta Annunziata – è attiva la prima clinica in Italia rivolta ai pazienti oncologici guariti o lungoviventi con almeno 5 anni di storia di assenza di malattia oncologica e
senza trattamenti oncologici in atto.

Questa iniziativa fa parte di un progetto nazionale di riabilitazione oncologica, finanziato dal Ministero della Salute, che coinvolge anche altri Istituti di Ricovero a Carattere
Scientifico (Bari, Humanitas di Milano) e l’Oncologia Medica dell’ospedale di Siracusa, ed è in collaborazione con AIMAC (Associazione Italiana Malati di Cancro), un’associazione di
pazienti oncologici con sede a Roma.

Sulla base dell’esperienza pluriennale dell’Ambulatorio di Oncologia Riabilitativa (O.RA) siamo in grado di affermare che l’attività clinica avviata con il modello di assistenza
sperimentato modifica in modo sostanziale l’approccio di follow up alle persone con un passato oncologico e libere da malattia e trattamenti da almeno cinque anni. Infatti, l’obiettivo non
è solo il controllo della malattia oncologica ma il benessere globale, fisico e psicosociale, il cui raggiungimento richiede il passaggio dall’intervento del solo medico all’intervento di
un’équipe multidisciplinare e dalla valutazione del singolo alla valutazione della famiglia, non trascurando gli aspetti sociali e lavorativi.

Un lungovivente oncologico o un guarito è un paziente ad alto rischio oncologico (secondario ai trattamenti ricevuti e/o a nuovi tumori) ed è ad alto rischio di problemi
psicologici, psichiatrici, endocrino-metabolici, sessuali e cardio-respiratori, tutti studiati in questa clinica. L’età, il sesso, i precedenti tumori e i trattamenti correlati di questi
pazienti sono tutti importanti predittori di rischio. Questa clinica è una clinica riabilitativa, dove la riabilitazione non è più solo fisica, ma multidisciplinare e include
competenze psicologiche, cliniche, fisiatriche, assistenziali e sociali per i guariti e i lungoviventi oncologici di tutta Italia ed è orientata a migliorare la qualità della loro
vita e ad impostare un corretto follow-up, senza trascurare l’aspetto del lavoro: la clinica permette infatti ai pazienti di sentirsi effettivamente guariti e di poter tornare a tempo pieno alle
proprie attività di lavoro contando sul supporto psicologico e medico di questa clinica.

Prof. Umberto Tirelli

In esclusiva per
Newsfood.com


Redazione Newsfood.com+WebTv

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