Studio su cooperative: il 40% del vino prodotto ogni anno vola all'estero

Ogni anno, il 40% del vino cooperativo prodotto dalle cantine cooperative aderenti a Fedagri- Confcooperative, per una quantità pari a 9 milioni di ettolitri, viene venduto all’estero,
principalmente in Germania, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Inghilterra e Giappone.

Il rimanente 60% resta in Italia e di questi il 51% (per un valore di 650 milioni di euro) viene commercializzato attraverso il canale della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo). Si tratta di
un valore di gran lunga superiore a quello medio del vino totale venduto attraverso la Gdo che si attesta al 33%.

Questa è la ripartizione delle destinazioni di vendita del vino cooperativo che Fedagri-Confcooperative ha rilevato attraverso uno studio condotto su un panel di cooperative (pari al 36%
della base sociale) rappresentativo dell’intero universo delle aderenti, per indagare la presenza e il peso del vino di origine cooperativa venduto nel mercato nazionale, attraverso la Gdo e
nei mercati internazionali.

I mercati esteri di riferimento
«Dei 22 milioni di ettolitri di vino prodotto mediamente ogni anno dalle cantine cooperative di Fedagri, il 40% viene venduto all’estero – ha spiegato il presidente di Fedagri, Paolo
Bruni – la propensione all’export è molto avvertita tra le imprese censite (87%). Anche nelle cantine più piccole è stata rilevata nel 75% dei casi una seppur minima
attività di commercializzazione all’estero che, per le imprese medie e grandi arriva al 90-100% del campione. E’ la Germania la principale destinazione, in Europa dei vini cooperativi, a
seguire si collocano gli Stati Uniti, il Canada, la Svizzera, l’Inghilterra e il Giappone.

Quanto incide la dimensione aziendale per l’export e la Gdo
«E’ in questo segmento che sono stati rilevati i risultati più interessanti dell’indagine – ha aggiunto Bruni – il campione è stato suddiviso in 4 classi aziendali, in base
al fatturato ed è emerso che solo le medie e le grandi imprese (con fatturato al di sopra dei 15 milioni di euro) riescono a raggiungere quote interessanti di prodotto esportato, mentre
le piccole e microimprese restano al palo con percentuali di export basse sul totale di vino prodotto».

La Gdo
A livello generale, non solo per il segmento cooperativo, l’importanza del canale della Gdo relativamente alla distribuzione di vini nel mercato nazionale, nel 2007, ha raggiunto oltre 587
milioni di litri ed un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro. Se a queste cifre si aggiunge il dato relativo alle vendite dei vini nei discount, (oltre 120 milioni di litri, per
un valore superiore ai 150 milioni di euro) e alle vendite degli spumanti si ottengono i valori del commercio complessivo del vino in Italia venduto nella Gdo, che ha sviluppato un giro di
affari di circa 2 miliardi di euro e 8 milioni di ettolitri.

«Quanto alla presenza del vino cooperativo nella Gdo, il suo peso arriva a oltre il 50% del vino totale venduto ma anche in questo caso, la dimensione aziendale rappresenta un fattore
cruciale per collocare il prodotto e avere potere contrattuale – ha spiegato il presidente di Fedagri – le prime tre classi di impresa (fino a 50 mln di euro di fatturato), registrano, infatti,
percentuali di collocamento di prodotto più basse rispetto alle grandi imprese. Per le imprese cooperative appartenenti a queste classi aziendali le maggiori vendite si registrano nei
canali Horeca (hotel-restaurant-catering) e dettaglio tradizionale».

Nota metodologica
Il campione individuato è costituito da 33 imprese, tra Cantine e Consorzi di natura cooperativa e 54.516 soci conferenti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Con circa 8
milioni di ettolitri di vino, il campione rappresenta il 36% del volume del vino complessivamente prodotto dall’universo delle cooperative aderenti a Fedagri-Confcooperative (22,5 milioni di
ettolitri in totale), il 23% del vino prodotto mediamente dalla Cooperazione vitivinicola italiana ed il 15% del vino complessivamente prodotto a livello nazionale. Al campione è stato
chiesto di segnalare il numero dei soci, il valore della produzione, il volume del vino mediamente prodotto negli ultimi cinque anni, il valore della produzione derivante dai contratti con la
Gdo, il valore della produzione derivante dalle esportazioni, il numero di etichette destinate alle esportazioni ed i primi cinque mercati internazionali di riferimento.

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