Strisce blu sospese a Roma: blitz di Legambiente

A pochi giorni dalla sentenza del TAR del Lazio e dalla decisione dell’Amministrazione comunale di sospendere le strisce blu in tutta Roma e ripristinare la tariffazione della sosta nel
Municipio 1, Legambiente è scesa in campo con un blitz a viale Regina Elena, per manifestare il dissenso rispetto al provvedimento preso dalla giunta capitolina.

«Senza strisce blu, Roma sta diventando un nuovo far west dell’immobilità -ha dichiarato il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati-, gli effetti sono già evidenti
in questi giorni. La regolazione della sosta è un tassello fondamentale delle politiche di limitazione del traffico privato: in città ogni giorno circolano oltre tre milioni di
automobili, per dare regole certe i 95.000 posti auto tariffati vanno ripristinati al più presto, estendendo ZTL e corsie preferenziali».
«La decisione romana non deve rappresentare un cattivo segnale per altre città italiane -ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza-si finirebbe
per smontare anche quel poco che è stato fatto in questi anni per liberarle dall’assedio delle auto. Fasce orarie e tariffe differenziate, sono tra i provvedimenti più efficaci
per la riduzione del traffico veicolare privato e eliminarle sarebbe davvero un grave errore.»
A sostegno della tesi di Legambiente gli esempi di alcune città europee che con sistemi diversi di pagamento della sosta sono riuscite a ridurre il loro traffico.

E’ il noto caso di Londra dove la tariffazione della sosta cambia secondo uno schema a fasce concentriche che copre l’intero territorio cittadino, più ci si avvicina al cuore della
città, più cresce il costo del parcheggio, fino a raggiungere ben 7 euro l’ora in pieno centro. Nel primo anno il sistema è riuscito a ridurre il traffico del 30%.
Risultato analogo a Vienna dove la tariffazione a pagamento nei nove distretti ha ridotto il traffico parassita (quello di chi circola alla ricerca del parcheggio) dal 30 al 10%. Ma il
pagamento della sosta è utile anche a incentivare l’uso del mezzo pubblico e a ottenere una migliore mobilità.
Come è accaduto a Strasburgo dove il divieto di accesso alle auto nel cuore della città, tre linee di metropolitane leggere, una rete di autobus perfettamente complementare e un
sistema di parcheggio periferico hanno permesso a di ridurre in pochi anni il traffico privato del 30%, con un conseguente aumento del 101% del trasporto pubblico dal 1992 al 2004. Anche
Dublino deve l’enorme successo in termini di utilizzo del trasporto pubblico e riduzione delle auto circolanti a una politica di park and ride. Questa soluzione, allo scopo di decongestionare i
centri delle città dal traffico privato, prevede che gli automobilisti in arrivo dalle periferie possano parcheggiare in opportune aree di interscambio custodite e collegate con un bus
che li porta direttamente nel centro della città. Se a ciò si aggiungono 100 km di corsie preferenziali per gli autobus, non appare una sorpresa l’esponenziale crescita del 65% di
utenti che preferiscono l’autobus, molto più veloce dell’auto privata. Ma non serve allontanarsi così tanto per scoprire i vantaggi in termini economici e ambientali di una
mobilità davvero sostenibile. Nella più vicina Madrid chi sceglie i mezzi pubblici può contare anche su un’integrazione tariffaria che incentiva maggiormente il trasporto
pubblico e rende improponibile qualsiasi rapporto tra costo del parcheggio, in media 1,20 euro all’ora, e prezzo del biglietto per un mezzo pubblico.

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