Straordinari i risultati dell’intervento al cuore senza aprire il torace
19 Gennaio 2009
Milano – A sette mesi dal primo intervento al cuore senza aprire il torace, nuova frontiera della cardiochirurgia non invasiva, i risultati sono straordinari.
A sostenerlo è colui che per la prima volta in Italia, nel giugno scorso, ha effettuato l’intervento, il professor Paolo Rubino responsabile della Divisone di Emodinamica
della Clinica Montevergine di Mercogliano.
“Per noi è importante l’idea di far vivere persone che normalmente sarebbero spacciate. Su quarantacinque interventi abbiamo registrato un solo decesso. I nostri sono
casi che senza le attuali tecniche che siamo riusciti a realizzare e a sperimentare, non hanno possibilità di vita più lunga dei sei mesi”.
L’equipe del Dottor Paolo Rubino, nel giugno del 2008 ha impiantato per la prima volta la protesi in una paziente il cui rischio di morte stimato, se si fosse sottoposta a
terapia chirurgica tradizionale, era superiore al 30%.
“Grazie a questa metodica è possibile dare una valida opzione terapeutica a pazienti che hanno una prognosi severa. In questi pazienti l’apertura di una piccola
finestra toracica consente di evitare complicanze respiratorie e riduce drasticamente i tempi di degenza ospedaliera rispetto alla chirurgia tradizionale. La sostituzione valvolare
aortica transapicale è una nuova frontiera della cardiologia interventistica ed oggi una realtà anche in Italia” ha commentato il Dottor Rubino.
Sino ad oggi la sostituzione valvolare aortica, con approccio chirurgico tradizionale mediante apertura completa del torace ed impianto di una valvola artificiale, ne rappresentava
l’unica terapia possibile. Il progresso tecnologico e la costante ricerca clinica stanno però modificando questo scenario. Da pochi mesi è infatti possibile
impiantare protesi valvolari aortiche senza la necessità dell’approccio chirurgico tradizionale ma introducendo la protesi tramite un piccola finestra, grande meno di due
centimetri, praticata nel torace. Tale foro è sufficiente ad esporre l’apice (la punta) del cuore, attraverso il quale è poi introdotta la protesi. Una volta
all’interno del cuore, grazie all’uso dei raggi X, è possibile posizionare la valvola artificiale in corrispondenza di quella naturale e qui rilasciarla grazie alla
dilatazione del palloncino. In questo modo non è più necessario aprire il torace.
Dottor. Paolo Rubino
Nato a Sasso di Castalda ( PZ ) il 13/10/46.
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1970.
Specializzazione in Chirurgia Generale nel 1976.
Specializzazione in Cardiologia nel 1980.
Responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva, Clinica Montevergine (Avellino) dal 1995. Insegnamento di Procedure di rivascolarizzazione al IV anno della Scuola di
Specializzazione in Cardiologia dell’Università di Roma.
CASA DI CURA ‘MONTEVERGINE’ S.P.A.
PER LE MALATTIE CARDIO-REUMATICHE E DEL RESPIRO
CHIRURGIA CARDIO-VASCOLARE
Via Mario Malzoni , 83013 Mercogliano (Av)
Tel 0825-705111/ 02/ 03/ 04 – Fax 0825-78718
http://www.climont.org




