Spettacoli teatri stabili dell'Umbria in ottima posizione nella classifica «A.G.I.S.»

Perugia – Sono due le produzioni dei Teatri Stabili dell’Umbria che figurano nelle classifiche dei «Top ten» dello spettacolo dal vivo italiano stilata
dall’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.

Dal primo luglio 2007 al 27 gennaio 2008, fra le dieci rappresentazioni più viste in Italia nel settore prosa, figura all’ottavo posto il «Moby Dick» di Giorgio Albertazzi,
prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria assieme al Teatro di Roma, rappresentato in 10 città per 53 recite. Lo spettacolo ha attirato 25 mila 858 spettatori per un incasso di 402 mila
750 euro, la media di spettatori a recita è stata di 488, mentre l’incasso media a recita di 7 mila 599 euro.

Fra i «top ten» del teatro per l’infanzia e la gioventù, invece, il settimo posto va a «I tre porcellini» della Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione,
rappresentato per 21 volte in 12 città italiane, con 4 mila 690 spettatori e 21 mila 591,30 euro d’incasso. In media ad ogni recita hanno assistito 223 spettatori, mentre l’incasso medio
a recita è stato di mille 28 euro.
Buone notizie anche dal fronte dei teatri umbri in base ai dati riferiti alla programmazione effettuata dal 1 luglio 2007 al 10 febbraio 2008: il «Morlacchi» di Perugia figura al
diciassettesimo posto della classifica nazionale per spettatori dei teatri da 501 a 900 posti. Con 51 recite ha accolto 21 mila 652 spettatori, incassando 275 mila 592 euro. La media di
spettatori a recita è stata di 425 su una capienza di 752 posti. Entrambi i teatri gestiti dalla Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione – Sant’Angelo di Perugia e Subasio di Spello
– figurano, invece, nella classifica nazionale per spettatori dei teatri fino a 200 posti. Il Sant’Angelo si attesta in diciassettesima posizione, con 2 mila 463 spettatori in 31 recite, un
incasso di 11 mila 956 euro e una media di 79 spettatori a recita su una capienza di 100 posti (indice di riempimento della sala del 79 per cento).

Il Subasio di Spello figura al ventunesimo posto, avendo ospitato 2 mila 65 spettatori in 14 recite, per un incasso di 15 mila 18 euro. Media spettatori a recita: 148 su una capienza di 180
posti (82 per cento indice di riempimento della sala).

Il Teatro Stabile dell’Umbria a iniziativa pubblica e Fontemaggiore a iniziativa privata, sono due realtà di spicco nel panorama dello spettacolo professionistico regionale, quelle che,
per quanto attiene le attività di prosa, ricevono maggiori riconoscimenti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ha commentato l’assessorato alla cultura della Regione
Umbria – Ovunque, nel mondo occidentale, lo spettacolo dal vivo di qualità si alimenta dei riscontri di mercato e dei contributi di Stato ed Enti pubblici, interessati a proteggere le
identità e le vocazioni culturali dei propri territori, a promuovere e incoraggiarne lo sviluppo. Lo spettacolo è una risorsa economica sia «diretta», grazie
all’impiego offerto dalle aziende operanti nel settore, che «indiretta» per le positive sinergie instaurabili, all’interno dei progetti di filiera, coi settori del turismo, dei beni
culturali, dell’ambiente.

Realtà come il «T.S.U» e la Fontemaggiore – precisa l’assessorato – svolgono un ruolo cardine in una regione come l’Umbria, caratterizzata da una radicata presenza sul
territorio d’imprese e festival di grande storia, nonché da un fitto tessuto d’iniziative semi-professionistiche o amatoriali, «servite» da un parco teatri di tutto rispetto
e funzionante sparso omogeneamente su tutto il territorio regionale. Una città-regione di piccoli e medi centri, che costituiscono un sistema di risorse artistiche e culturali integrato
ma anche riccamente differenziato e variegato. Per mettere a sistema soggetti artistici e istituzionali, e valorizzare l’identità territoriale della cultura umbra, la Regione sta
organizzando la seconda annualità di Progetto Spettacolo Umbria – cofinanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che vede fra i suoi protagonisti
«T.S.U» e Fontemaggiore – e continua a seguire da vicino la crescita del sistema dello spettacolo umbro.

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