Soave: buono, giusto e pulito secondo gli studenti di Slow Food

Lunedì 4 febbraio gli studenti del Master in Scienze Gastronomiche dell’Università di Colorno (Parma), saranno ospiti alla Casa del Vino di Soave che diventerà per
l’occasione sede staccata dell’Università di Slow Food: qui i ragazzi seguiranno uno stage formativo dedicato al vino Soave e al Formaggio Monte Veronese Dop.

Da diversi anni ormai l’Università del Gusto di Slow Food sceglie il comprensorio del Soave come oggetto di studio e di approfondimento: qui gli studenti possono toccare con mano e
vedere direttamente sul campo quanto studiato nei testi universitari, a riprova del fatto che la denominazione del Soave ha fatto propri i «principi Slow» di Buono – perchè
il Soave ha raggiunto una indiscussa qualità – Giusto – perchè la produzione di vino Soave garantisce una costante ed equa ripartizione dei redditi per i produttori – Pulito –
perchè l’ambiente in cui viene prodotto il Soave è ancora oggi incontaminato -.

Quest’anno in particolare il programma si dividerà in due parti. Per quanto riguarda l’aspetto enologico si darà spazio alle tematiche riguardanti la vinificazione del Soave in
acciaio e legno così come l’imbottigliamento. Grande spazio verrà riservato al tema dei cru: sono infatti previste alcune uscite in azienda alla ricerca di tecnica e di
tradizione. Seguiranno poi momenti dedicati alla degustazione di differenti Cru del Soave, voluti proprio per far cogliere agli studenti le numerose caratteristiche che la garganega presenta a
seconda del terroir.
In tema di formaggio, invece, agli studenti verranno illustrate le differenti fasi di lavorazione del Monte Veronese Dop e durante il laboratorio didattico «Un’ora da casaro» gli
studenti proveranno individualmente a trasformare il latte in formaggio. Verrà inoltre approfondito l’aspetto gustativo del Monte Veronese in tutte le sue età e presentato il
progetto del Presidio del Monte Veronese di Malga che nasce, nell’anno 2004, per valorizzare il latte degli alpeggi estivi della Lessinia e del Monte Baldo.

<<Avere qui questi ragazzi – sottolinea Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio del Soave – è molto significativo per la nostra denominazione: Soave infatti ha da sempre
sposato i tre principi cardine di Slow Food, vale a dire Buono, Giusto, Pulito. E questi giovani studenti, provenienti da tutto il mondo, sono proprio qui per avere un’idea reale e concreta di
quale significato abbiano questi principi quando vengono rigorosamente applicati alla realtà. Se poi vogliamo, a Soave possiamo aggiungere anche un quarto principio, cioè Bello,
perchè il paesaggio che ci circonda e dal quale si ottengono vini eccellenti è indubbiamente bello e incontaminato>>.

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