Slow Food e Regione Liguria presentano Slow Fish 2009

 

Lunedì 23 febbraio, presso il Palazzo Ducale di Genova è stato presentato ufficialmente il programma di Slow Fish 2009, quarta edizione, la manifestazione organizzata da
Regione Liguria e Slow Food, con il sostegno di Città di Genova, Provincia di Genova, Fondazione Carige, Camera di Commercio di Genova, in collaborazione con il Ministero delle
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che si terrà alla Fiera di Genova dal 17 al 20 aprile.

All’incontro hanno partecipato Paolo Lombardi, presidente Fiera di Genova, Paolo Odone, presidente CCIAA Genova, Rodolfo Bosio, segretario generale CaRiGe, Marina Dondero,
vicepresidente Provincia di Genova, Claudio Burlando, presidente Regione Liguria, Carlo Petrini, presidente Slow Food. Ha introdotto i diversi interventi Roberto Burdese, presidente
Slow Food Italia, mentre per la Citttà di Genova ha portato il saluto Roberta Morgano, assessore Parchi e Turismo Città di Genova.

Aprendo l’incontro, Roberto Burdese ha messo l’accento sull’importante ruolo che ha a Slow Fish l’educazione, con oltre il 50% degli spazi dedicati a iniziative
didattico-formative.

Claudio Burlando ha sottolineato: «I temi che la quarta edizione di Slow Fish affronta sono più attuali che mai. Quelle che 5 anni fa sembravano idee romantiche, sostenute
da pochi, oggi sono le idee di molti. Probabilmente perchè sono giuste. Infatti ambiente e sviluppo, da sempre ritenuti antagonisti, ora vengono considerati come un nesso
inscindibile. Economia ed ecologia sono la chiave di volta per il rilancio della nostra società e del nostro territorio, ed eventi come Slow Fish ne sono un’importante
testimonianza».

Carlo Petrini: «Slow Fish è una manifestazione unica nel panorama europeo, capace di conciliare efficacemente il lato commerciale-gastronomico a quello didattico-educativo.
Sempre di più le iniziative Slow Food hanno l’obiettivo di promuovere un consumo consapevole e responsabile, soprattutto in un campo complesso come quello ittico. Molti
giovani infatti stanno perdendo la conoscenza del pesce, e Slow Fish punta molto sull’educazione del gusto, partendo proprio dal cibo quotidiano.

Per questo sono importanti gli spazi dedicati alla ristorazione collettiva, dalle mense scolastiche a quelle aziendali a quelle ospedaliere. Slow Fish deve portare vale a dire deve far
rivivere quel sistema di saperi, tradizioni e buon senso, che chiamerei Università delle nonne, capace di valorizzare il cibo stagionale, locale e sostenibile. In questo modo si
potrà avverare la rivoluzione di un’alimentazione di qualità alla portata di tutti, dove si produrrà meno, nel rispetto del nostro pianeta, ma allo stesso
tempo si elimineranno gli sprechi, nel rispetto delle persone meno fortunate. Perchè la gastronomia è un diritto di tutti».

 

Leggi Anche
Scrivi un commento