Sillabario goloso: in viaggio tra cibo e letteratura

Sillabario goloso: in viaggio tra cibo e letteratura

I rognoni di castrato alla griglia, che nel “Ulisse” di Joyce sono la colazione di Lepold Bloom.

La dolce Madeleine, che in Proust diventa molla per la memoria.

Le ricette popolari del “Pinocchio” di Collodi.

Da sempre la gastronomia, popolare o nobile, semplice o complessa, va di pari passo con la letteratura, protagonista o comprimaria di lusso delle opere.

A tale matrimonio è dedicato “Sillabario goloso. L’alfabeto dei sapori tra cucina e letteratura”, scritto da Laura Grandi e Stefano Tettamanti ed edito da Mondadori.

I due autori non sono novellini del settore: dalla loro penna sono usciti altri libri sul tema come “Il calendario goloso” (Garzanti, 1999), “Nuovo calendario goloso” (Garzanti, 2000) e ”
Atlante goloso” (Garzanti, 2001).

L’ultimo testo segue la strada già tracciata, accompagnando un lettore in un viaggia della cucina letteraria, con tanta intelligenza, molta ironia e nessuna controindicazione, neppure
per chi soffre di allergie particolari.

Leggendo, si costruisce un menù per tutti i gusti e tutte le tasche, con ricette dalla colazione alla cena. Senza dimenticare le occasioni speciali, come cenoni o pranzi di lavoro.

Il tutto col condimento (!) dell’opera libresca, con citazioni curiosità e notizie sui testi e gli autori.

Piatti per il corpo e nutrimento per la mente.

Laura Grandi, Stefano Tettamanti, “Sillabario goloso. L’alfabeto dei sapori, tra cucina e letteratura”, Mondadori 2011, 305 pp., ill., 18 Euro

Matteo Clerici

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