Sì al Botox, ma attenzione agli abusi

Sì al Botox, ma attenzione agli abusi

Il caso “Tossina Botulinica” è solo l’ultimo in ordine di tempo ad aver colonizzato le pagine dei giornali, inducendo timori e preoccupazioni in molte categorie di cittadini. Una
comunicazione che si è tramutata in gossip e che ha perso le caratteristiche di scientificità che invece dovrebbe avere. Un caso che è stato preso ad esempio da O.N.Da per la
tavola rotonda che si è svolta ieri a Roma per discutere sul corretto uso del farmaco. Sono gli errori dei medici e l’utilizzo sconsiderato l’unico vero rischio nell’utilizzo della Tossina
Botulinica.

Oltre naturalmente all’eccesso di spettacolarizzazione dei casi di utilizzo sulla stampa. Per il resto questo farmaco è estremamente sicuro. In 4 anni di utilizzo ha dato quattro casi di
effetti collaterali, di cui solo due gravi: uno causato dal chirurgo, l’altro l’evidenza di un edema di cui non si conosce il motivo. Gli altri due sono stati classificati dal Ministero stesso
come “non seri”. Si tratta dunque di 2 casi su 120 mila trattamenti. Tuttavia la Tossina Botulinica resta un farmaco, e come tutti i farmaci se utilizzati in modo non corretto è comunque
pericoloso.

Dunque, nessun campanello d’allarme, ma la volontà del Ministero per una chirurgia seria ha evidenziato l’importanza di tutelare le donne anche in questo settore di medicina sempre
più utilizzato. Una via d’uscita potrebbe essere il coinvolgimento del comitato etico all’interno degli ospedali per la valutazione dell’utilizzo off label della Tossina Botulinica, come
avviene nei casi di alcuni farmaci oncologici. La Tossina Botulinica rimane oggetto di una attenzione molto intensa, e ad essa viene attribuita la responsabilità di molti volti innaturali:
Nicole Kidman, la cantante australiana Kilye Minogue, Carla Bruni sono state additate dai media come cattivi esempi.

Tutto vero? No, molta disinformazione che rende un cattivo servizio a tutti. Facce trattate con filler sono attribuite erroneamente alla Tossina Botulinica. Come sostiene il Professor Bartoletti:
“In medicina estetica il botulino ha un utilizzo insostituibile, solo il lifting frontale può dare gli stessi risultati, ma con rischi notevolmente maggiori giacché si tratta di un
intervento chirurgico”. È d’accordo anche il Professor Roy De Vita, Primario del Reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Regina Elena di Roma, che sostiene come i timori siano indotti
dal fatto che il farmaco deriva da una tossina presente in natura e che in questo è la stampa che deve aiutare a diffondere informazioni scientificamente corrette.

Emanuela Falcetti, giornalista e conduttrice: “Come giornalista ho il dovere di veicolare messaggi di buonsenso, ma come donna sono dell’avviso che la chirurgia plastica o il ritocco siano
momenti di gioco, di libertà. Proprio perché si tratta di interventi non necessari, voglio decidere se avere o no le labbra grandi o la fronte liscia. Il senso estetico, quando non
danneggia la salute, può essere molto personale”. È d’accordo anche il Professor Nicolò Scuderi che sostiene come in questo momento storico “il medico che si occupa di
bellezza è più un mediatore che un prescrittore. Possiamo assecondare il gusto delle persone che ci richiedono il trattamento con il botulino anche perché è totalmente
reversibile in alcuni mesi.

Poi la paziente può decidere se rifarlo o meno”. “Quello della corretta informazione” conclude il Sottosegretario Francesca Martini “specialmente quando si parla di farmaci, è un
problema etico e deontologico che si deve porre la classe giornalistica. Noi vigiliamo affinché i farmaci siano nelle mani giuste di specialisti capaci di utilizzarli correttamente. In
questo senso c’è già un vivo interesse da parte del Ministero a collaborare con le Società Scientifiche per riflettere su quale sia la formazione adeguata per questi
medici”.

Thinktank-italy.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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