Scoperto il DNA del melo
30 Agosto 2010
Sequenziato il DNA del melo, prima operazione al mondo compiuta su un albero da frutta.
Il merito è di una ricerca della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele e di altri enti internazionali, diretta da Riccardo Velasco e pubblicata su “Nature Genetics”.
Gli studiosi hanno messo a nudo i 57.000 geni dell’albero che produce le Golden Delicious, la mela più diffusa in Italia e tra le migliori tre del mondo.
In questo modo, gli scienziati hanno tracciato un una sorta di documento anagrafico della pianta nel quale può leggerne le caratteristiche, decidere quali sono le preferibili, e
realizzare gli incroci. Da oggi, il lavoro sull’albero è più facile: come spiega Velasco, diventare più agevole “Migliorare la pianta geneticamente”, cioè
selezionare le varietà e gli incroci migliori senza attendere i frutti, risparmiando tempo e soldi .
Continua Velasco: “Studiando le relazioni filogenetiche, abbiamo scoperto che la pianta selvatica da cui è stato poi addomesticato il melo viene dalla Cina, ed è stata portata in
giro da cavalli e orsi, che ne mangiavano i frutti e disperdevano i semi con le feci”.
Inoltre, i ricercatori fanno notare come la ricerca s’inserisca in un discorso più ampio, sia livello geografico che scientifico.
L’identikit genetico della Golden Delicious ha valore mondiale in quanto quasi totalmente (99%) valido anche per le altre varietà di mela: per questo, il genoma, in linea con i parametri
di ricerca come patrimonio dell’umanità, è entrato già da oggi a far parte delle banche dati internazionali.
In più, l’indagine s’inserisce nel solco della genomica vegetale, anch’essa vista a livello mondiale.
Come fanno notare gli studiosi, “Noi lavoriamo sulla mela, che non è uno staple food come i cereali: è un luxury item che fa bene alla salute e viene consumato con piacere. Ma il
concept è lo stesso. Fino a 10 anni fa non si conoscevano i meccanismi di base. Oggi c’è un cambio di approccio. I breeders di domani avranno accesso alla sequenza completa della
pianta di interessa, che sia staple food o luxury item”. Tutto questo per ottenere raccolti più abbondanti, ma anche per ridurre la ” Necessità di trattamenti chimici, fattore che
ha un interesse soprattutto di interesse sociale, perché riduce l’impatto dell’agricoltura sul territorio”.
Fonte: Riccardo Velasco et al., “The genome of the domesticated apple (Malus × domestica Borkh.)”, Nature Genetics Year published:(2010), DOI:doi:10.1038/ng.654
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.




