Sanità: Turco propone Piano Nazionale Diabete

“In Italia almeno 2 milioni e mezzo di cittadini soffrono di diabete, una malattia grave che, se non curata precocemente e in modo appropriato fin dall’infanzia, determina complicanze ed
invalidità; il diabete è infatti una malattia sociale, cronica e invalidante: un diabetico grava sulla sua famiglia e le condizioni socio economiche sono fortemente correlate alla
peggiore gestione della malattia.

I cattivi stili di vita, principalmente l’obesità, il fumo e l’inattività fisica, sono fattori determinanti della malattia e causa di un rapido aumento del numero dei diabetici
nel nostro Paese, con la relativa insostenibilità dei costi sociali e sanitari.

L’aumento dell’obesità nei bambini, anche piccolissimi, ha già provocato cambiamenti nell’epidemiologia della malattia. Stanno aumentando i bambini e gli adolescenti con diabete
insulinodipendente, ponendo nuove e forti criticità, rispetto alla presa in carico complessiva dei loro bisogni di salute e di qualità della vita, a partire dalla scuola.

Il diabete di tipo 2, il più frequente, è prevenibile; ancor più prevenibili sono le sue complicanze tanto da rendere possibile il diabete quale “malattia di lunga vita in
qualità”.

Purtroppo esiste in Italia un importante gap tra gli straordinari successi di diagnosi e terapia e i modesti successi della prevenzione.

Per questo il Ministro ha proposto, su intesa con le Regioni, un Piano Nazionale Diabete che punta sia sulla prevenzione primaria in relazione al Piano Nazionale di Prevenzione per il programma
“Guadagnare Salute”, sia su un approccio integrato multidisciplinare di presa in carico del paziente diabetico.

La lotta al fumo, all’alcol, all’obesità, all’inattività fisica è quindi elemento di prevenzione primaria e, insieme all’approccio integrato nei confronti del paziente
diabetico, può ridurre la epidemia diabetica che si va configurando e garantire qualità di vita ai cittadini diabetici.

L’odierna Giornata Mondiale del Diabete trova l’Italia attiva e partecipe grazie al lavoro e all’impegno di migliaia di diabetologi, operatori sanitari, associazioni di malati e di volontariato
e grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni, a partire da quella tra il mondo della sanità e della scuola.

A tutti costoro va la mia profonda gratitudine.

Mi rivolgo, infine, alle famiglie che ancora oggi sopportano buona parte del peso della malattia, con l’impegno del Servizio Sanitario Nazionale a progredire ulteriormente per alleviare le
vostre fatiche e sofferenze, soprattutto per garantire al cittadino diabetico una vita lunga e di qualità”.

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