Italia: tre milioni di diabetici

ROMA – Il 4,5% della popolazione italiana, assistita dal sistema sanitario nazionale, è malata di diabete, ciò significa che circa 3 milioni di connazionali soffrono di
questa malattia, ma secondo gli esperti della società italiana di diabetologia (Sid), si tratta di un dato sottostimato, poiché ci sarebbero 1 milione di persone che sono
diabetiche senza saperlo. A lanciare l’allarme è Riccardo Vinieri, presidente della Sid, oggi a Roma durante la presentazione di «Panorama diabete», forum degli operatori del
settore che si svolgerà a Riccione dal 7 al 10 ottobre.
«Se in questi anni – ha spiegato Vinieri – la quota delle persone malate di diabete di tipo 1 è rimasta sostanzialmente stabile, lo stesso non si può dire per quelle colpite
dal diabete di tipo 2, legato soprattutto al sovrappeso e all’obesità. Nel giro di 10 anni, infatti, questi malati sono passati dal 2,7% nel 1997 al 4,1% di oggi. Secondo l’Oms, se si
continua in questo modo, tra vent’anni sarà diabetico quasi un italiano su dieci».

GIROVITA IN CRESCITA – E la crescita va di pari passo con l’aumento della circonferenza addominale in tutta Europa: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio epidemiologico
cardiovascolare italiano, nel nostro Paese il girovita medio è aumentato del 32%, in Francia del 26%, in Spagna del 35% e in Germania del 20%. Dall’analisi dell’indice di massa corporea
condotta dall’Osservatorio nutrizionale di Simg (società italiana medici di medicina generale) e Fimp (Federazione italiana medici pediatri), risulta infatti che l’obesità
colpisce il 14,2% della popolazione pediatrica e il 14,5% di quella adulta. Il sovrappeso riguarda invece il 36,5% degli italiani adulti e il 23% dei bambini. Il Sud appare più colpito
dal grasso di troppo, che affligge il 42% della popolazione pediatrica e il 56% di quella adulta. Ma il Centro e il Nord non sono comunque indenni dagli eccessi ponderali, che colpiscono quasi
un terzo dei bambini e più del 45% degli adulti.

PRESSIONE BASSA NEL DIABETE RIDUCE RISCHIO MORTE 18% – Sul diabete di tipo è fondamentale quindi la prevenzione attraverso il controllo dello stile di vita e del peso corporeo,
che può ridurre direttamente l’incidenza della malattia, e la prevenzione delle complicanze una volta che si sia instaurata. Tra queste molto importanti quelle cardiovascolari e renali,
su cui si può agire efficacemente attraverso una riduzione dei comuni fattori di rischio cardiovascolari, e in particolare dell’ipertensione, come indica uno studio (studio Advacnce)
appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica inglese The Lancet, che ha osservato 11 mila diabetici di 20 Paesi del mondo, a cui veniva somministrato un farmaco anti-ipertensione con
due diversi principi attivi, verificando una riduzione del 18% il rischio di morte. Infatti, nei pazienti si è vista una riduzione dei danni renali del 21%, mentre gli infarti si sono
ridotti del 14%.

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