San Valentino: regala fiori 1 innamorato su 4, niente la metà
13 Febbraio 2008
Quasi un innamorato su quattro (23 per cento) regala fiori che si confermano come l’omaggio preferito rispetto ai cioccolatini o agli altri dolciumi (14 per cento), ai capi di abbigliamento (9
per cento) e ai gioielli (9 per cento), anche se la grande maggioranza con il 45 per cento non intende fare alcun dono per l’occasione.
E’ quanto emerge dal sondaggio condotto fra i frequentatori del sito http://www.coldiretti.it in occasione della festa di San Valentino quando saranno regalati almeno 20 milioni di fiori, tra cui 14
milioni di rose, per una spesa di circa 75 milioni di euro. La novità del 2008 è stata – sottolinea la Coldiretti – un minore conformismo negli acquisti e per la prima volta quasi
un innamorato su tre ha scelto un fiore diverso dalla rosa per esprimere i propri sentimenti privilegiando anche tulipani, calle e mimose. Una decisione dettata anche dai forti rincari che
hanno caratterizzato le rose provenienti da Perù e Kenia dove con la guerra civile sono in corso violenti scontri che hanno ostacolato le spedizioni verso l’Europa.
Ma privilegiare l’acquisto di fiori Made in Italy è – sostiene la Coldiretti – un comportamento responsabile che salva il clima dall’inquinamento determinato dalle emissioni di gas serra
dovute ai lunghi trasporti che subiscono i prodotti importati spesso da paesi lontani dove non sono rispettati i principi base della protezione sociale del lavoro. Regalare fiori italiani a
«chilometro zero» per salvare, insieme all’amore, clima ed ambiente dalle emissioni di gas serra provocate dai lunghi trasporti è quindi – precisa la Coldiretti – una scelta
responsabile che arricchisce di significato il dono. Secondo una analisi della Coldiretti per trasportare un bel mazzo di rose da Lima in Perù fino all’aeroporto di Ciampino di Roma
percorrendo 10.800 chilometri su un Boeing 747 si consumano quasi 5 chili di petrolio e si emettono quasi 15 chilogrammi di anidride carbonica (CO2) con un dispendio energetico e un impatto
ambientale negativo facilmente evitabile. Lo stesso trasporto da Nairobi in Kenia a Roma fa consumare, per i 5.400 chilometri del tragitto, 2,5 chili di petrolio con emissione di quasi 8
chilogrammi di CO2.
L’Italia – afferma la Coldiretti – è all’avanguardia nella coltivazione di fiori e piante a livello internazionale e comunitario dove il Tricolore è al posto d’onore dopo l’Olanda
che spesso è però solo il crocevia di triangolazioni commerciali, come accade per le produzioni di paesi extracomunitari come Thailandia, Brasile, Perù o per le rose dal
Kenia. Peraltro i fiori italiani – afferma la Coldiretti – sono senza dubbio i più profumati, non solo perché non devono affrontare lunghi tempi di viaggio che fanno arrivare
quelli stranieri meno freschi alla meta, ma anche perché molti produttori nazionali sono impegnati a selezionare varietà che presentano aromi più intensi e caratteristici.
In base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura in Italia – continua la Coldiretti – risultano attive 33.181 aziende florovivaistiche per una superficie coltivata di 38.541 ettari;
il 48% di queste aziende si dedicano alla floricoltura, il 43% al vivaismo e solo il 9% a entrambe le attività, mentre i fiori più coltivati in Italia sono nell’ordine i garofani
e le rose.
E l’ampia varietà dell’offerta Made in Italy consente anche di scegliere il fiore piu’ adatto ai sentimenti che si intende esprimere. I segreti del nuovo linguaggio dei fiori, dalle rose
ai tulipani, saranno svelati il giorno di San Valentino in Piazza Navona a Roma, dalle 9,30, con l’esposizione delle diverse varietà offerte dalla produzione Made in Italy per conoscere
il significato di ogni fiore e fare le scelte piu’ convenienti ed anche l’omaggio alle coppie straniere presenti di fiori italiani a «chilometro zero» per salvare, insieme
all’amore, clima ed ambiente dalle emissioni di gas serra provocate dai lunghi trasporti.




