Salari e contratti, i Sindacati minacciano lo sciopero generale

I sindacati sfidano sulla questione salariale al governo: «Invece di parlare continuamente di riforme lontanissime dai veri bisogni della gente si intervenga sulle urgenze reali, che
sono: più salario, più occupazione, più capacità di competere» dice Salvatore Bonanni, segretario della Cisl, dopo il discorso di fine anno con cui anche il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha messo l’accento sull’emergenza lavoro, dai salari al precariato alla sicurezza, un riferimento marcato e molto apprezzato dal segretario della
Cgil Guglielmo Epifani che spera sia «di buon auspicio» per la trattativa con il governo.

Da parte sua il governo accetta la sfida. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano fissa l’aumento delle retribuzioni e la tutela del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti come » il
prossimo obiettivo» del Governo. Statali, metalmeccanici, lavoratori del commercio, dipendenti delle ferrovie, giornalisti, personale di alcuni settori dell’energia e delle manifatture.
Nei prossimi giorni ripartiranno le trattative. Nel frattempo, a San Silvestro è scaduto anche il biennio 2006-2007. Molto complicata pure la vicenda dei giornalisti, la cui trattativa
è ferma al palo da quasi tre anni per l’indisponibilità della controparte a sedersi al tavolo negoziale.
I temi che restano da affrontare sono però molti e spinosi: dalla riforma degli ammortizzatori al fisco, dalla restituzione del fiscal drag – obiettivo indicato anche dal governatore di
Bankitalia Draghi – al nodo della riforma della contrattazione, appunto.

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