Ruché Montalbera: Il Principe Rosso del Monferrato – intervista a Franco Morando e Cino Tortorella (Video)
23 Marzo 2025
Con l’annata 2010 viene concessa la D.O.C.G. ulteriore riconoscimento alla gran qualità di questo rosso autoctono.
Seppure poco conosciuto, considerato una delle ” piccole D.O.C.G.” piemontesi, il Ruchè di Castagnole Monferrato si produce con le uve del vitigno omonimo. Questa particolare coltivazione ha origini incerte così come il Suo nome.
Newsfood.com, articolo pubblicato il: 12 Feb 2013
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Con l’annata 2010 viene concessa la D.O.C.G. ulteriore riconoscimento alla gran qualità di questo rosso autoctono. Seppure poco conosciuto, considerato una delle ” piccole D.O.C.G.” piemontesi, il Ruchè di Castagnole Monferrato si produce con le uve del vitigno omonimo. Questa particolare coltivazione ha origini incerte così come il Suo nome. La denominazione di origine controllata arriva solo nel 1987 per i paesi di Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi, tutti nella provincia di Asti e confinanti tra loro. Questo è un piccolo territorio d’ eccellenza in cui la sapienza dei vignaioli ha saputo creare una miscela fra la passione per la vite, il rapporto con il territorio e la ricerca d’ innovazione enologica. Ciascuno dei sette paesi del Ruchè ha una qualche Sua magnificenza, forse un castello, una Chiesa, un borgo particolare, sicuramente svariati ristoranti raffinati e ottime cantine da cui “sgorga” il tanto amato autoctono. Il Ruchè di Castagnole Monferrato. Un tempo, per la gente, il Ruchè era il “vino della festa”, un vino che si poneva come alternativa ad altri di consumo quotidiano e che con il tempo ha acquisito un “alone” leggendario. Il nettare in questione nell’immaginario collettivo è divenuto il vino che aveva accompagnato le milizie astigiane nelle crociate contribuendo alla vittoria dei Longobardi contro i Franchi nei pressi di Refrancore. Il fascino e il mistero di questo vino sono reali, le Sue origini sconosciute ai più, il Suo sapore così particolare ed unico lo distinguono nettamente da tutti gli altri classici vini piemontesi e lo rendono una vera perla della viticoltura di questa regione, descritto da più come “l’altra faccia del Piemonte”.
Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com





