Roma. Successo per il Ristorante Yoshi: pesce crudo su donne vassoio
4 Luglio 2012
Il luogo è il quartiere Ostiense di Roma. Lì si trova il ristorante Yoshi, locale giapponese specializzato in
sushi e sashimi. E fin qui, niente di rilevante. Quello che sta dando al locale una fama in crescita è il suo naked sushi: una modella distesa sul tavolo, coperta solo da rotolini di
pesce e riso (oltreché da un ridottissimo tanga).
Il naked sushi, detto anche Nyotaimori o body sushi, ha le sue radici nella cultura nipponica, dove il rapporto col sesso è più diretto e meno complessato che in Occidente. E’
così pratica comune unire trattative d’affari con momenti di relax e rapporti con professionisti dell’amore, dove il piacere segue regole e forme ben precise.
Non a caso, il body sushi è status symbol ed è stato immortalato in grandi opere letterarie come “La casa delle belle addormentate” di Kawabata.
Dal Giappone, il Body sushi è arrivato nelle zone più cool degli States, in primis New York, dove si è affermato come via originale per festeggiare un affare riuscito, ma
anche un compleanno ed (ovviamente!) un addio al celibato. In Italia è arrivato nel 2008, e si sta diffondendo, con Yoshi a lanciare la moda nella capitale.
Dovunque sia praticato, il body sushi è un arte, con modifiche limitate e regole precise. In primis, il vassoio umano: è costituito da modelle, “Italiane, per lo più…
Difficile far arrivare qui modelle giapponesi” e naturalmente “Non le si può toccare, è chiaro”. Il corpo della donna è così ricoperto da 30 pezzi, di sushi e
sashimi, che il cliente afferra tramite hashi, i classici bastoncini di legno.
Va ricordato come le donne non siano totalmente nude e che “Le garanzie igieniche sono totalmente garantite”. Infine, chi vuole pranzo o cena deve prenotare con 24 d’anticipo.
L’offerta funziona: Yoshi riceve numerose telefonate e richieste, con i clienti che non sembrano spaventati dal prezzo. Per un pasto a body sushi, spiegano gli esperti, ” Sono solo 199 euro per
la modella e poi 59 euro a testa per ogni partecipante”.
Matteo Clerici




