“Riprendiamoci Gesù Bambino!”: Dov’è finito il simbolo autentico delle Festività?

“Riprendiamoci Gesù Bambino!”: Dov’è finito il simbolo autentico delle Festività?

Il “mistero” delle Festività 2010 verrà presto risolto a Città di Castello che si fa promotrice della campagna per il recupero del simbolo più sacro e delle altre
tradizioni italiane del Natale. La riscossa è suonata e parte dall”XI Mostra Internazionale dell’Arte Presepiale”, organizzata, dal 4 dicembre al 10 gennaio p.v., dall’Associazione Amici
del Presepe della località umbra. Che rivela alcuni indizi per ritrovare il “senso” della Natività.

“Riprendiamoci Gesù Bambino!”: è il motto spontaneo che parte da Città di Castello, in provincia di Perugia, per dilagare nel resto
d’Italia. Facile a dirsi, ma alla prova dei fatti è più semplice imbattersi in un esercito di Babbi Natale che nel Divino neonato.

Dove è andato a finire il simbolo autentico delle Festività? L’abbiamo perso di vista quasi mezzo secolo fa quando anche da noi è arrivato il vecchio vestito di rosso e con
la barba bianca, in apparenza originario dei Paesi del Nord Europa ma in realtà creato da una agenzia pubblicitaria statunitense, con i colori di una nota bibita gassata, per diventare
l’emblema commerciale della ricorrenza…

Ma l’ora “X” è scoccata e c’è chi è già sulle tracce del “nostro” infante smarrito: l’Associazione Amici del Presepe di Città
di Castello
assicura che, prima del 25 dicembre, gli italiani, e il resto del mondo, potranno avere notizie certe su Gesù Bambino e, allo scopo, dà appuntamento alla “XI
Mostra Internazionale dell’Arte Presepiale”, che, nella Cattedrale del paese perugino, dal 4 dicembre 2010 al 10 gennaio 2011, sarà il quartier generale della campagna per il “ritorno al
Natale della nostra tradizione” (però con un quid moderno).

Per la magica atmosfera della Festa più bella dell’anno, bambinello e presepe possono benissimo convivere con Babbo Natale e l’abete agghindato, ma i primi due non dovrebbero essere
dimenticati e sostituiti con i secondi, che non appartengono alla nostra storia. Per scongiurare l’abbandono totale della nostra tradizione, l’Associazione tifernate chiama a raccolta tutti gli
uomini, e le donne, di buona volontà perché s’impegnino a far tornare Gesù Bambino e il presepe come rappresentanti del Natale all’italiana.

Per mettere tutti sulla buona strada, alla ricerca del mito perduto, ed essere fonte d’ispirazione, l’esposizione natalizia di Città di Castello, di 200
presepi di ogni origine e fattura
, accoglie, nelle sale della Tipografia Grifani Donati, un revival che, meglio di tante altre immagini, richiama alla mente il clima natalizio più
tipico: la mostra “Caro Gesù Bambino”, dedicata alle letterine di Natale che i piccoli degli anni ’50 e ’60 scrivevano al dispensatore di doni.

Vergati con il pennino o con la penna bic, su fogli comuni o riccamente decorati, i pensierini infantili raccontano tutto della società d’antan, come spiega Gualtiero Angelini,
presidente dell’Associazione Amici del Presepe: «Dalle grafie stentate oppure solenni emergono status symbol, aspirazioni e uno spaccato inedito dell’Italia dell’epoca. In questa
riappropriazione, vorremmo coinvolgere tutti, a iniziare dai nostri concittadini, in modo da riuscire ad avere esemplari datati dagli anni ’30 ai ’70, che senza dubbio qualcuno ancora conserva,
magari nel fondo di un baule. La mission della “memoria” si completa con le letterine dei primigini delle nostre scuole, scritte in stile contemporaneo, che verranno messe a confronto con
quelle delle generazioni precedenti e parteciperanno al concorso per la missiva più bella e in carattere con il tema».

Per costituire un trait-d’union tra il passato, consacrato a Gesù Bambino, e l’oggi, mirato alla Sua ricerca, la “Mostra Internazionale dell’Arte
Presepiale”
ha scelto un logo e una nazione ospite molto significativi. «In un difficile ma affascinante equilibrismo tra dimensione attuale e universo antico e tra pensiero locale
e apertura internazionale, abbiamo ritenuto idonei al nuovo orientamento della manifestazione la terracotta di Andrea Della Robbia “Adorazione dei pastori”, profondamente vicina al genius loci
per materiali e soggetto, e l’Africa, di cui avremo in esposizione un’artistica collezione di presepi, messa a disposizione dall’omonimo Museo di Verona», riferisce Angelini.

Ma nell’intento di riportare l’attenzione di tutti sul protagonista del Natale mediterraneo, l’XI Rassegna di Città di Castello offre altre testimonianze di fede: ai 40 Presepi
Napoletani, ormai un classico dell’evento, e ai 50 umbri, provenienti dalla collezione del rimpianto Silvio Bambini, tra i fondatori della Mostra, saranno in campo Natività di
cartapesta, a grandezza naturale, presepi e diorami da tutte le città d’Italia, un percorso presepiale nelle chiese del centro storico, con cinque grandi opere, e il presepe riflesso e
innevato, che, in 60 metri quadrati, usufruisce di un gioco di specchi ad effetto.

L’Associazione Amici del Presepe di Città di Castello ha già fatto alcuni proseliti, non solo nel suo territorio. In nome del comune obiettivo, in questi anni, il sodalizio ha
stretto legami in vari Paesi con strutture analoghe e scuole dell’arte popolare, in particolare con quella partenopea, ritenuta tra le migliori; dichiara il presidente: «Anche quest’anno
siamo stati molto attivi sul fronte della formazione, ospitando corsi e mostre d’autore riservati al presepe e ormai annoveriamo nostri validi artigiani che vengono invitati ad esporre i loro
manufatti in importanti manifestazioni di genere. Per il futuro, abbiamo l’intenzione di dare l’opportunità di costruirsi da soli il proprio presepe a tutti gli appassionati della Terra.
Però valorizzare e tramandare la cultura della rappresentazione della Natività non significa soltanto allargare lo sguardo su sensibilità e tecniche d’esecuzione, quanto
gettare nuova luce sulla tradizione legata al Natale».

In parole povere: bisogna a tutti i costi scovare Gesù Bambino… ma da dove cominciare? Gli indizi non mancano, basta saperli interpretare oppure attendere la prossima comunicazione,
targata Città di Castello…

Redazione Newsfood.com+WebTv

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