Rifiuti, Legambiente: “Confindustria deve isolare le mele marce”
5 Giugno 2008
«Ci sono le inchieste della magistratura, ci sono gli atti parlamentari, ci sono i rapporti Ecomafia di Legambiente che testimoniano come diverse aziende del nord, in concorso con la
camorra, abbiano utilizzato per anni la Campania e il Mezzogiorno come una pattumiera per seppellire i loro rifiuti pericolosi. Dire come fa la Lega che tutto questo non è successo
è un regalo alla criminalità organizzata e alle imprese fuorilegge.
Il Presidente Napolitano, col suo autorevole intervento, ha finalmente squarciato quel muro di silenzio che circondava questi loschi traffici e ha richiamato con forza la necessità che
si intervenga con più prontezza ed efficacia sui traffici illeciti di rifiuti».
È quanto dichiarano in una nota congiunta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il Responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Enrico
Fontana, intervenendo sulle accuse che la Lega ha mosso al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in merito alle sue dichiarazioni sui traffici illegali di rifiuti dal Nord verso il
Sud.
«Il Presidente della Repubblica ha perfettamente ragione: ci sono imprese marce, che hanno assoldato la camorra per sbarazzarsi dei propri rifiuti – continuano i due esponenti di
Legambiente – per fermare questo circolo vizioso che rappresenta un rischio per la salute dei cittadini e del territorio ci sono tre azioni da realizzare con urgenza: procedere all’immediata
bonifica dei siti contaminati, fare chiarezza all’interno di Confindustria denunciando e isolando le mele marce, aumentare le risorse che il Governo destina alle forze dell’ordine e della
magistratura per le attività di prevenzione degli smaltimenti illegali».




