Regione impegnata per comunità laziali all'estero

Roma – «Intendiamo coinvolgere il più possibile le comunità di laziali all’estero, attualmente sono cento le associazioni degli emigrati di origine laziale iscritte
al registro regionale», lo ha dichiarato l’Assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Anna Salome Coppotelli, ricordando che le associazioni sono dieci in Europa, ventotto in
Australia, diciannove in Sud America, quarantatre in Nord America e una in Sud Africa, per un totale di 30856 aderenti.

I dati emergono dalla ricerca ‘L’altro Lazio – Geografia dell’emigrazione laziale all’estero’, promossa dall’Assessorato alle Politiche sociali proprio per acquisire elementi utili alla
programmazione degli interventi. Lo studio, ha aggiunto Coppotelli, «rivela quanto profondamente siano mutate le esigenze dei nostri corregionali all’estero». «Inoltre, la
nuova emigrazione soprattutto in Europa – ha sottolineato l’Assessore – coinvolge giovani professionisti e lavoratori che hanno un saldo legame il Lazio e che devono essere
rappresentati».

«In un’ottica di collaborazione tra Assessorati e di contenimento della spesa – ha detto Coppotelli – si è ritenuto opportuno affidare al comune di Picinisco, presente a Montreal
per un progetto finanziato dall’Assessorato allo Sviluppo economico, Ricerca, Innovazione e Turismo, l’organizzazione delle pre-conferenze in cui saranno affrontate tematiche come la diffusione
della lingua e della cultura italiana presso le comunità laziali all’estero e il ruolo dell’associazionismo nella promozione delle relazioni fra le comunità italiane all’estero.
Lo svolgimento delle pre-conferenze è previsto anche per la designazione dei delegati che parteciperanno alla V Conferenza regionale sull’emigrazione che si terrà entro il 2009.
La Regione Lazio – ha concluso – ha realizzato, nel corso degli anni, quattro conferenze regionali sull’emigrazione, di cui l’ultima nel 1998, e la prima conferenza dei giovani laziali nel
mondo nell’anno 2004, momenti di importante confronto e scambio culturale che rappresentano un’opportunità anche in termini di crescita economica per il nostro territorio».

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