Regionalismo o Macroregioni per ridurre la burocrazia
15 Marzo 2019
Il tema dell’autonomia regionale è riemerso con il via libera governativo all’Emilia Romagna, Veneto e LombardiaECONOMIA NAZIONALE – NECESSITA SEMPLIFICARE LA BUROCRAZIA
Regionalismo o MacroregioniIl tema dell’autonomia regionale è riemerso con il via libera governativo all’Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Percorso legittimato dalla Costituzione. Un tema che però non deve essere avulso da moderne e aperte tematiche sociali-civili-economiche-politiche territoriali.L’autonomia rafforzata da sola non completa l’innovazione Paese. I tempi sono maturi per consegnare ai nostri figli e nipoti una Italia unita e forte, semplificata e solidale, giustamente liberale e diretta per le persone.Questo vuol dire avvicinare sempre più il governo del luogo al singolo.Chi governa, a qualunque livello, deve porre al centro di ogni politica i bisogni della persona, collegando ad essa tutte le altri filiere, i sistemi, i comparti produttivi economici.E’ su questo che la politica si gioca la propria affidabilità e il consenso dell’elettore. Inoltre il cittadino-persona che deve essere baricentro anche di tutte le politiche europee.Le alleanze preventive o i collocamenti nell’emiciclo non interessano a nessuno.Inoltre la rinnovata vitalità di un più ampio regionalismo delegato ha immediatamente creato reazioni scomposte per paura di perdere privilegi o di essere messi alla prova.Piacenza, come tante altre città, chiede un mercato del lavoro dinamico, più opportunità sociali e civili, progetti concreti, meno ingiustizie e più sicurezza, meno sponsor di interessi di parte, meno matrimoni di convenienza, governabilità affidabile e diretta, certezze per i figli, tutela di quanto risparmiato e investito.Di fatto, già da decenni, esistono differenze note e dimostrate fra una regione e l’altra, soprattutto nelle prestazioni, nella sanità, nella istruzione e nei servizi alla persona. Le 3 Regioni vogliono contribuire a un Paese più efficiente, conoscere a priori le disponibilità della propria spesa, assegnare fondi per progetti già deliberati e pianificati, far rendere di più il reddito creato da imprese e cittadini. E’ sbagliato?L’Emilia Romagna, diversamente da Lombardia e Veneto, ha chiesto 15 competenze sulle 23 attribuibili alle Regioni a statuto ordinario dall’art 116 della Costituzione anche per una sensibilità e una progettualità diversa, sempre prevista, su tematiche qualificanti come la scuola, sanità, protezione civile, politiche del lavoro, semplificazione, sostegno zone svantaggiate, ambiente, caccia e pesca, internazionalizzazione imprese, misure e azioni finanziate dalla UE, più attività integrate turistiche e del settore agricolo con la PAC 2020-2027.Nessun attacco all’unità giuridica e sostanziale della Nazione e alla solidarietà fra territori, anzi aumenterebbero gli “indizi” di sussidiarietà, grazie proprio alle economie di scala, alla efficienza della spesa e alla capacità di ottenere più fondi da terzi e dalla UE. Nessun danno a terzi. Una riforma, quindi, che vada però oltre alle sole deleghe costituzionali, al rispetto delle attuali suddivisioni fiscali e tributarie, alla efficienza e certezza di bilancio annuo e pluriannuale e guardi a 360° tutto il sistema paese snellendo, tagliando, concentrando, riducendo tutti quegli “entini” in passivo.Guardiamo oltre al campanile, l’erba del vicino non è sempre più verde della nostra. Ci sono ancora comuni di 1000 e meno abitanti, eppure abbiamo bisogno di precidi sanitari, scolastici, viabilità, servizi pubblici uguali per tutti.Abbiamo un territorio collinare-appenninico difficile che non ha bisogno di nuovi enti, ma di soluzioni immediate. Una Nazione importante e rispettata si misura dalla sostenibilità e solidarietà insieme al valore (anche economico, ma meno finanziario) di efficienza, di merito, di gestione, di servizi a tutte le persone.Un contesto geopolitico e geoproduttivo più ampio, più numeroso, più semplice – ci insegnano i libri dell’economia reale – crea da solo più sussidiarietà relativa (interna) e assoluta (verso terzi).
Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
Mob +393496575297
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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