“Recuperare i ricordi rimossi per intraprendere il rinnovamento del Paese”

By Redazione

Ancona – «Un’occasione per non dimenticare» è questo il senso del primo degli appuntamenti che la Regione Marche ha organizzato questo pomeriggio per il
trentennale della scomparsa di Aldo Moro nel corso del quale il figlio, Giovanni Moro, ha presentato il volume «Anni Settanta» (edizioni Einaudi, 2007).

«Un’occasione per non dimenticare – ha commentato il presidente della Regione Gian Mario Spacca – e per rendere omaggio ad un grande statista, ma anche per divulgare il suo pensiero che,
spiegato allora con grande semplicità, è ancora oggi estremamente attuale: costituisce un utile riferimento per rispondere alla crisi della politica, della democrazia e della
frammentazione sociale». Nel suo intervento il presidente Spacca ha elogiato il libro di Giovanni Moro perché «vuole contribuire a ricostruire una memoria di quegli anni
scevra da pregiudizi per poter finalmente intraprendere un rinnovamento sociale e civile del Paese. Ritengo infatti fondamentale recuperare quel periodo rimosso.

E’ uno sforzo difficile e penso che per Giovanni non sia stato sempre semplice tenere sotto controllo l’emotività». Spacca ha proseguito citando una metafora del libro.
«Giovanni – ha detto paragona gli anni settanta ad un luogo simile al Capo di Buona Speranza dove i due oceani si incontrano e si scontrano. Le due gigantesche maree a quell’epoca erano
due grandi conflitti: quello di un Paese alla ricerca della compiutezza della democrazia nell’alternanza che rompeva la logica dei blocchi e quello che aveva per oggetto la democratizzazione
della vita quotidiana e dei rapporti sociali e riguardava argomenti concreti come la scuola la casa, la sanità e il lavoro. L’obiettivo era dare valore a questa dimensione e ai soggetti
che ne facevano parte, i cittadini. Alla fine degli anni settanta però queste prospettive di democrazia compiuta e di cittadinanza attiva svaniscono anche perché viene meno una
figura come quella di Aldo Moro».

Non è mancato un ricordo del Moro professore. Spacca, che fu suo allievo all’Università di Roma, ha raccontato un docente presente, preciso, vicino agli studenti e attento alle
loro esigenze nonostante il clima di violenza che pervadeva le aule dell’ateneo. «Credo che la responsabilità e la tristezza più grandi oggi siano quello di appartenere a
quella generazione che armò una mano per decretare la sua fine».

Oltre al libro di Moro nell’incontro è stato distribuito anche il volume «Aldo Moro nella cultura e nella società italiana», di cui la Regione ha promosso la ristampa
proprio in occasione del trentennale della scomparsa dello statista democristiano. Il volume riporta gli atti di un convegno di studio tenutosi il 1988, alla presenza, tra gli altri, dello
stesso Giovanni Moro e di Don Italo Mancini.
Inoltre, agli inizi di maggio la Regione ha previsto un convegno specifico sulla figura di Aldo Moro, con la presenza sempre del figlio Giovanni e del professore Francesco Malgeri,
dell’Università «La Sapienza» di Roma.

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