Provincia di Perugia: programma di mandato – Siamo a buon punto!

Perugia, 9 novembre 2007 – “Consegnare una istituzione in progress, una struttura agile e funzionante al servizio dei cittadini: questo è tra i miei compiti più importanti.
Una istituzione che ha fatto strada, ma ne ha individuato anche tanta ancora da percorrere”. L’affermazione è del Presidente della Provincia di Perugia Giulio Cozzari al momento di
tirare le fila di un dibattito che ha visto il Consiglio Provinciale prendere atto della attuazione delle linee programmatiche dell’Ente, sottoposte a verifica.

“Oggi – ha detto il Presidente – c’è il problema della ‘utilità’ di questo livello istituzionale. Per esaminare questo problema, bisogna capire i livelli di costo e il costo
politico delle province è di 1,47%. Inoltre dobbiamo capire quale tipo di organizzazione serve in un paese come il nostro per stare in Europa e come approcciarci nei confronti delle
trasformazioni avvenute nel nostro territorio. Il ruolo della Provincia è quello di area vasta, non si possono mettere sullo stesso piano i vari livelli istituzionali. La Provincia
è un Ente che vive di sussidiarietà verticale, è cinghia di collegamento con i Comuni con i quali collabora. E un ente intermedio ci vuole. E’ una scelta e un modo di
intendere la democrazia. Come Provincia, abbiamo responsabilità per una situazione che va oltre le nostre capacità, ci vengono attribuiti compiti senza attribuzione di risorse.
Nel precedente mandato ci siamo indebitati per nuove competenze in materia di edilizia scolastica e per la viabilità, ma almeno la metà dei 2300 km di strade provinciali sono in
realtà comunali. I 1200 dipendenti, rapportati alle competenze che abbiamo, rappresentano un organico carente. Manca personale per la viabilità, la Polizia Provinciale, l’apparato
amministrativo, soprattutto quello qualificato.

Contemporaneamente abbiamo bilanci blindati. Siamo costretti a stare entro il patto di stabilità e cerchiamo di starci nei parametri per non avere blocchi. E’ dispiaciuto tagliare
investimenti, ma cosa dobbiamo tagliare nella spesa corrente: licenziamo le persone? Resta il problema della realizzazione nuova sede. La commissione è partita e mi dispiacerebbe se mi
facesse il torto di impedirmi di mettere la prima pietra”. Dal punto di vista finanziario il 2007 è stato un anno difficile, in quanto ha messo l’Ente di fronte a scelte molto rigorose:
lo ha sostenuto l’assessore provinciale al Bilancio Daniela Frullani aprendo in Consiglio la serie di interventi della Giunta sulla verifica del programma di mandato. Il pensiero di Frullani
è corso ai vincoli imposti dal Patto di stabilità (pienamente rispettati da questa Provincia), alla rinegoziazione del debito della scorsa primavera (i cui risultati sono al
momento molto positivi), alla difficoltà di erogare alcuni servizi e di effettuare le opere di manutenzione, alla contrazione della spesa corrente. Frullani ha quindi parlato di “un
lavoro attento e quotidiano da parte degli uffici per tenere la situazione sotto controllo”, in particolare attraverso l’Ufficio Patrimonio che, tra le altre cose, ha fatto una valutazione dei
beni da dimettere. Per l’assessore è significativa anche l’attività in corso sul versante dei tributi: “Si sta effettuando – ha riferito – un accertamento delle entrate attraverso
innovativi sistemi tecnologici”. Frullani ha infine parlato dell’impegno dell’Ente a fianco dei vari attori presenti sul territorio per la programmazione negoziata (in primo luogo i Gal) e di
quello speso per intensificare le relazioni internazionali in un quadro di collaborazioni interistituzionali. Per quanto riguarda il campo della viabilità l’assessore competente Riccardo
Fioriti ha invece parlato di un settore sottoposto a profonda riorganizzazione, grazie anche all’implementazione di nuovi agenti tecnici. Riorganizzazione che ha fatto sì che la
viabilità non rimanesse a sé stante, ma si integrasse con il resto dell’Ente. Sul fronte degli investimenti, Fioriti ha ricordato che la Provincia gestisce un complesso di
105.000.000 di euro di risorse, anche per conto di altri Enti (38 milioni di fondi ex Anas dell’annualità 2003, 13,8 fondi ex Anas per l’annualità 2004, 11 fondi Cipe e 39 Piat).
“Rispetto agli impegni presi – ha sostenuto Fioriti – non siamo in ritardo: ad oggi abbiamo impegnato il 44% delle risorse; abbiamo attivato lavori per 39 progetti su 59 (pari al 60%): sono
state effettuate 44 conferenze di servizi”.

L’assessore ha quindi riferito al Consiglio sull’impegno dell’Ente a favore della sicurezza stradale (a tale proposito è stato presentato un progetto in collaborazione con
l’Università nell’ambito di un apposito bando europeo) e per la messa a punto del catasto stradale (si è giunti ad inventariare 2.000 km di rete). Da segnalare anche l’accordo con
il Comitato paritetico territoriale per la sicurezza sul lavoro nella viabilità. E’ partito dal lago Trasimeno l’assessore all’ambiente Sauro Cristofani per fare il punto sulle
attività dei propri uffici. “Per il lago – ha detto – è già interamente impegnato il fondo da 2,6 milioni di euro per la sua manutenzione”. Ma a suo avviso le prospettive
per questo bacino non sono incoraggianti: il livello attuale a -137 cm sullo zero idrometrico fa alzare il grado di attenzione dell’Amministrazione provinciale la quale, nel caso in cui dovesse
proseguire questo stato di siccità, si adopererà per attivare interventi di urgenza. “Intanto – ha detto Cristofani – si è in attesa dell’arrivo dell’acqua a fini irrigui
dalla diga di Montedoglio previsto per dicembre 2007”. Ma sul versante delle politiche ambientali l’anno in corso è caratterizzato anche dall’arrivo dei fondi stanziati per i danni
provocati dall’alluvione del 2005: a fronte dei 15 milioni di euro richiesti per Tevere, Chiascio e Nestore, due milioni sono già arrivati e altri 7 sono stati stanziati. Infine
l’assessorato in questione si è adoperato per lo studio di fonti energetiche alternative, lo studio delle variazioni climatiche, la valorizzazione dei parchi. Delle questioni
urbanistiche ha invece riferito il vicepresidente Palmiro Giovagnola che ha fatto un bilancio dell’attività dell’Ufficio. A settembre erano 46 le varianti al Prg esaminati dalla
Provincia e 134 i Piani attuativi. Ad oggi inoltre l’Ente ha portato a compimento l’iter di 22 Prg, mentre 3 sono quelli in giacenza (Spoleto, Magione e Montone). A luglio il Consiglio
provinciale ha approvato la variante al Ptcp, per la parte concernente l’eolico e le cave, che ora è al vaglio della Regione, mentre è prevista per il prossimo anno l’approvazione
delle seconda parte. Giovagnola si è poi occupato di trasporti pubblici, in particolare del progetto della Holding regionale che vede la Provincia di Perugia fortemente motivata. “Siamo
impegnati – ha sostenuto il vicepresidente – a giungere ad una soluzione da qui ai prossimi 3-4 mesi, al fine soprattutto di semplificare la ‘catena di comando’. Partecipiamo insieme agli altri
enti (Regione, Provincia di Terni, Comuni) a questa partita con l’obiettivo di costituire una holding tra i soggetti proprietari e non tra le società”. Giovagnola ha infine ricordato
come l’Ente sia impegnato sul progetto della costruzione della sede unica per gli uffici provinciali. Di politiche culturali ha invece parlato l’assessore Pier Luigi Neri che ha tenuto a
sottolineare come dal 2004 l’Amministrazione provinciale abbia scelto di unificare i tre settori (turismo, ambiente e cultura) per una promozione integrata del territorio. “Nelle azioni messe
in campo – ha spiegato – si è cercato di riservare un’attenzione anche alla domanda interna. Si è tuttavia cercato di evitare una visione autarchica e di chiusura”. Neri ha
riferito degli accordi stipulati con le istituzioni di alta formazione culturale presenti in Umbria e della situazione in cui versa l’Accademia di Belle Arti di Perugia. “E’ una istituzione
antichissima – ha sostenuto l’assessore – a favore della quale Provincia e Comune di Perugia mettono a disposizione somme del proprio bilancio”. Tuttavia negli ultimi mesi la situazione
amministrativa dell’Accademia è precipitata. “L’Ente – sono state le parole di Neri – è una risorsa di tutta la regione: la Provincia di Perugia ha fatto più del massimo di
quanto le era possibile; auspichiamo che ora giungano segnali positivi anche da altri soggetti”.

“Il problema delle risorse umane – come ha affermato a conclusione degli interventi di Giunta l’Assessore Carlo Antonini – è da inquadrare nel dibattito nazionale sul pubblico impiego e
sulla capacità di incidere in modo positivo sul recupero di competitività del paese. Siamo per uno Stato efficiente che valorizza chi lavora, incentivando e valutando
capacità e meriti. 3 i punti importanti per giocare questa partita: organizzazione, formazione e comunicazione. Da sconfiggere la precarietà negli Enti pubblici perché il
precariato non dà dignità al lavoro che rimane un valore fondamentale del nostro patrimonio ideale. La Provincia contava un numero eccessivo di precari, circa 200. 133 (123 10
agenti tecnici) sono stati assunti il 2 novembre, oltre 26 saranno stabilizzati nei primi mesi del 2008, inoltre è previsto un miglioramento contrattuale per coloro che sono a carico del
FSE. La Giunta ha inoltre individuato misure per qualificare il personale dell’Ente da un lato attraverso la riduzione del numero dei dipendenti (turn over al 50%) e l’assunzione di figure
professionali sempre più qualificate e dall’altro attraverso la formazione e l’organizzazione. Altra questione: l’innovazione, a partire da quella tecnologica, che è sempre
necessaria per qualificare i servizi ed è sempre propedeutica al risparmio. Per una maggiore capacità di comunicazione esterna servono servizi accessibili e qualificati,
più trasparenti e semplici, anche nel linguaggio ancora troppo burocratico, una formazione del personale per acquisire nuovi linguaggi e una comunicazione più vicina al cittadino.
Numerosi i consiglieri che sono intervenuti nel corso del dibattito, che di seguito riportiamo, prima della presa d’atto dello stato di attuazione delle linee programmatiche: Luca Baldelli,
Lazzaro Bogliari, Bruno Biagiotti, Stefano Ceccarelli, Luigi Andreani, Ivo Fagiolari, Guidi De Prisco, Fiorello Primi e Riccardo Petroni.

Programma di mandato – Il dibattito
Per Luca Baldelli (Prc), “il bilancio sociale è uno strumento utile all’amministrazione provinciale per programmare gli interventi”. Il consigliere si sofferma poi sull’incremento di
stranieri nel nostro territorio ed afferma come “si debba costruire un modello sociale sempre più coeso, per rispondere alle sfide della globalizzazione tendendo sempre presente il
connubio diritti/doveri”.

“La discussione sulle linee programmatiche è un’occasione per rilanciare il ruolo della Provincia”, sostiene il capogruppo Ds Lazzaro Bogliari. “Per quanto riguarda le attività
intraprese possiamo affermare di essere sulla strada giusta. Mi riferisco, ad esempio, ai risparmi di spesa corrente, la riorganizzazione dell’Ente, la razionalizzazione finanziaria e le fonti
rinnovabili”. Il capogruppo di Alleanza Nazionale, Bruno Biagiotti fa un’elencazione dei “primati negativi” conseguiti dalla Provincia, tra cui annovera “i morti sul lavoro, per droga e sulle
strade”. “La Provincia – prosegue Biagiotti – ha fatto tagli agli investimenti e questi fatti vanno denunciati”. Biagiotti passa in rassegna alcuni punti come “l’indebitamento” a proposito del
quale parla di una lettera firmata dai consiglieri della seconda Commissione “per conoscere con esattezza il buco di bilancio che si verrà a creare tra qualche anno”. Per Stefano
Ceccarelli (Ci) “occorre portare a termine le riforme del Titolo V della Costituzione”.

In più aggiunge che “le parole d’ordine per amministrare bene devono essere protocollo d’intesa, accordo di programma e partenariato e puntare sull’area vasta”. Il capogruppo Luigi
Andreani (Udc) ha, invece, rimarcato il ruolo delle province come “enti che servono a crescere, a trovare occupazione e dobbiamo adoperarci affinché vengano difese”. Dello stesso avviso
anche il capogruppo Ivo Fagiolari (Fi) per il quale “le province sono lo strumento che ci permette di ripartire dai territori. Occorre – aggiunge – recuperare le valenze del loro ruolo per
bilanciare il risorgente municipalismo”. Al termine del suo intervento Fagiolari ha detto che “non vi è un proliferare di questi enti se confrontati con il resto d’Europa”. Per Guido De
Prisco (Prc) “il bilancio è ingessato dai limiti di imposte. Ma nessuno può affermare che la Provincia è ferma oppure arretra, poiché il livello dei servizi erogati
è molto alto”.

“La verifica ridà al Consiglio un ruolo importantissimo”, afferma Fiorello Primi (Ds) per il quale occorre “puntare sulle politiche di area vasta per perseguire politiche di sviluppo”.
Riccardo Petroni (La Margherita) punta il dito sulla “scarsità di risorse che non consente più una moltitudine di Enti, soprattutto in una Regione così piccola come la
nostra”. In conclusione Petroni dà “un giudizio politico favorevole sul mandato”.

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