Promossa dalla Provincia di Alessandria “SIA BENEDICTA”
21 Febbraio 2008
Alessandria – Giovedì 28 febbraio, alle 19:00, presso la sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo, Piazza Fabrizio De André 76, ad Alessandria, si
svolgerà l’incontro pubblico intitolato «Sia Benedicta, Memoria e rievocazione» congiuntamente promosso dal Consiglio Regionale del Piemonte Comitato Resistenza Costituzione
e dall’Associazione Memoria della Benedicta.
La serata si articolerà in due parti. Nella prima saranno presentati due libri di memorie partigiane di recente pubblicazione: Ennio Odino, «La mia corsa a tappe (N° 63783 di
Mauthasen)», edizione Le Mani, e Giovanni Chiappino «Caio», «Memorie di vita partigiana», edizione Comune di Silvano d’Orba. Ne parleranno – presenti gli
autori-testimoni – i curatori dei due volumi, Sergio Gibellini e Maurizio Foca, coordinati da Gian Piero Armano dell’Associazione Memoria della Benedicta.
Nella seconda parte, dopo la pausa buffet prevista alle 20.30, sarà proposto lo spettacolo «Sia Benedicta», realizzato dal Laboratorio Teatrale di Cascina Moglioni, con la
partecipazione di alunni del Liceo Pascal di Ovada, su soggetto di Gianni Repetto, per la regia di Marco Alotto.
«La Provincia di Alessandria crede fortemente nel valore dell’antifascismo – spiegano il presidente, Paolo Filippi, e l’assessore alla Cultura, Maria Rita Rossa – e lo alimenta attraverso
il recupero di un luogo diventato un sacrario in cui compiere una sorta di pellegrinaggio laico. Siamo intervenuti sui resti di quello va considerato un simbolo cardine della resistenza,
promuovendo il centro di documentazione della Benedica e favorendo attività collaterali come la ricerca e la presentazione di libri, che contribuiscano alla creazione di un senso di
identità e alla condivisione di valori base della convivenza civile tra le diverse comunità».
«Un anno fa, il 22 febbraio – dichiara Andrea Foco, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta – la presentazione, in collaborazione con il consiglio regionale del Piemonte, del
filmato «Il rastrellamento» ha registrato un successo di partecipazione superiore alle nostre più rosee aspettative. Abbiamo interpretato tale successo come segno di
un’autentica, viva e profonda attenzione alla Benedicta e a tutto ciò che essa ricorda e rappresenta per la gente di questa terra e della vicina provincia di Genova fin dall’inizio
coinvolta nell’Associazione. Ci siamo, perciò, sentiti chiamati a dare continuità anche a questo aspetto «pubblico» del lavoro, e lo facciamo organizzando questo
secondo appuntamento con la cittadinanza il prossimo 28 febbraio, stessa sede, stesse collaborazioni. Un appuntamento – prosegue il presidente Foco – che coniuga «memoria e
rievocazione», due concetti non nettamente separati, il cui confine è incerto, ma che si prestano comunque a indicare le due facce della nostra serata, quella della memoria fissata
nella pagina scritta e quella della rievocazione attraverso lo spettacolo, che è per sua natura vivo e nuovo nel preciso momento in cui si realizza. In questo quadro siamo
particolarmente felici di proporre uno spettacolo a cui partecipano giovani studenti della provincia. Dunque, memoria scritta che resta e rievocazione che vive attraverso le nuove
generazioni».
SCHEDE
Ennio Odino, La mia corsa a tappe (Mauthausen n. 63783)
Ennio Odino, deportato a Mauthausen con il numero 63783, corridore ciclista per passione, ha corso il «giro» della sua vita con alcune tappe alquanto rischiose e vissute in modo
drammatico. Giovane resistente, entra a far parte della Brigata Autonoma Alessandria, dopo aver vissuto alcune esperienze antifasciste nell’ambiente genovese. Attivo collaboratore dell’omonimo
cap. Odino della Brigata Autonoma Alessandria, si trova coinvolto nel rastrellamento della Benedicta; preso prigioniero e portato alla fucilazione, si salva per una fortuita coincidenza che gli
consente di fuggire nella notte del 7 aprile. Ma la sua fuga durerà poco perché, ripreso dai soldati della repubblica di Salò, verrà deportato a Mauthausen dove
resterà fino al maggio del 1945. La sua «corsa a tappe» non finisce lì perché, per motivi professionali (sarà funzionario della Comunità Europea)
si impegnerà a viaggiare sempre, come dovere morale, perché la Resistenza sia ricordata. «La mia corsa a tappe» è il racconto della vita di Odino che si snoda
da Genova alla Benedicta, da Novi Ligure a Mauthausen, a Bruxelles, per le varie scuole ed istituzioni europee per raccontare la tragedia della guerra, la strage della Benedicta, l’inferno dei
campi di concentramento. Il suo è un continuo correre – come una corsa a tappe – per testimoniare a tutti, soprattutto ai giovani, i valori di pace, di giustizia e di libertà e
per onorare la memoria di coloro che per quei valori hanno perso la vita.
Giovanni Chiappino «Caio», Ricordi di vita partigiana
Giovanni Chiappino, nome di battaglia «Caio», ha voluto raccogliere le sue memorie e gli episodi drammatici di cui è stato partecipe nel periodo che va dall’8 settembre 1943
fino alla Liberazione, scrivendo, da autodidatta, il libro «Ricordi di vita partigiana». Militare sbandato, come tanti dopo l’8 settembre, si è avvicinato al movimento
resistenziale, si è reso clandestino sui monti attorno alla cima del Tobbio, è riuscito a salvarsi durante il tragico rastrellamento della Benedicta. Nonostante la disfatta di
quei terribili giorni della Settimana Santa del 1944, «Caio» ha continuato il suo impegno di partigiano contribuendo così a riscattare il popolo italiano da una ventennale
dittatura: infatti, dopo la Benedicta, assumerà il comando del battaglione «Chiodi» appartenente alla Brigata «Garibaldi – Macchi», Divisione «Mingo».
Giovanni Chiappino fa trasparire nel suo libro l’esuberanza e la giovialità che lo caratterizzano ancora oggi, ma anche il senso di responsabilità e di dedizione che ha guidato i
suoi passi di giovane partigiano, voglioso di libertà e di democrazia, di persona con un cuore grande, con le sue paure, con le sue aspettative, con una gran voglia di vivere. Il libro
ha condensato gli appunti di quattro quaderni che «Caio» ha tenuto gelosamente in serbo per tanto tempo, ma che alla fine ha voluto consegnare all’attenzione dei lettori
affinché i valori della Resistenza continuino a circolare e a scuotere le coscienze.
SIA BENEDICTA, spettacolo teatrale
Il testo è stato scritto da Gianni Repetto, presidente dell’Ente Parco Capanne di Marcarolo, e realizzato con la regia di Marco Alotto. Gli interpreti sono gli attori del Laboratorio
Teatrale di Cascina Moglioni (che si trova all’interno del Parco) e alcuni studenti del Liceo «Pascal» di Ovada, selezionati nel Laboratorio Teatrale di quella scuola e coordinati
dalla professoressa Emanuela Palazzo. La rappresentazione narra la vicenda del rastrellamento e dell’eccidio della Benedicta su due livelli differenti: uno è quello del ricordo di coloro
che sono sopravvissuti all’eccidio; l’altro ripercorre gli eventi come se fossero in fase di realizzazione in presa diretta davanti agli spettatori. Lo spettacolo è stato rappresentato
per la prima volta la sera del 22 luglio 2007 nella suggestiva cornice dei resti della Benedicta.







