Programma Alimentare Mondiale: Sheeran dichiara che per il 2009 è prevista un'ulteriore contrazione alimentare nei Paesi Poveri

Roma – “I dati che riceviamo in questo periodo ci dicono che è in arrivo un’ulteriore stretta alimentare nei Paesi in via di sviluppo”. Lo ha detto Josette Sheeran,
direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (Pam), nel corso di una conferenza stampa, nell’ambito di un incontro organizzato dall’Aspen Institute sul capitalismo sostenibile.

“I prezzi dei generi alimentari sono ancora alti, del 20% in più rispetto allo scorso anno – ha proseguito Sheeran – a ciò si aggiunge la siccità che si sta
registrando in Cina e Argentina che rischia di dimezzare le forniture di frumento a livello globale, per questo crediamo che il 2009 non sarà un anno facile”. Il direttore
esecutivo del Pam ha lanciato un appello per raccogliere l’1% delle risorse economiche che i Paesi metteranno a disposizione per affrontare la crisi finanziaria mondiale da destinare
alla crisi alimentare.

A fargli eco, José Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse che ha aggiunto “ho chiesto a tutti i leader di confermare gli impegni presi per affrontare la crisi. In teoria, in
un momento come questo dovrebbero aumentare le risorse ma abbiamo potuto constatare che negli ultimi anni, invece, sono diminuite del 20%”.

Ammonta a 5,2 miliardi di dollari lo sforzo economico necessario al Programma Alimentare Mondiale nel 2009 per fornire assistenza alimentare e nutrizionale a quasi 100 milioni di
persone nel mondo. Lo ha annunciato Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam, nel corso di una conferenza stampa organizzata nell’ambito di un incontro sul capitalismo sostenibile,
curato dall’Aspen Institute. Il tema della sicurezza alimentare è piombato nei lavori dell’incontro, volto a fare il punto sulle possibili nuove regole che il capitalismo
mondiale deve assumere, a seguito della crisi finanziaria, perché la crisi, secondo Sheeran, si rifletterà soprattutto “sui poveri del mondo – ha detto – per i quali
l’aiuto che riusciamo a fornire si è già dimezzato”.

“I più poveri sono più esposti alle fluttuazioni dei prezzi perché spendono mediamente il 60% o anche più del loro reddito per il cibo e l’impatto di questa
crisi si avvertirà direttamente sui redditi”. A differenza della crisi alimentare che ha interessato, nel 2007 e nel 2008, molti Paesi poveri e in via di sviluppo, Sheeran ha
spiegato che oggi il problema non sono più i prezzi alti dei prodotti alimentari chepure si sono mantenuti alti rispetto al passato ma i redditi che si sono abbassati e questo
pone un problema di “sicurezza sociale e stabilità in molte aree del mondo” ha concluso.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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