Progetto Nisia: 15 immigrati pronti a diventare imprenditori artigiani

By Redazione

Bari, 30 Novembre 2007 – Sono stati presentati questa mattina a Bari i risultati del progetto Nisia per la successione delle imprese artigiane, attuato dall’Azienda speciale Ifoc della
Camera di Commercio di Bari e promosso dal ministero del Lavoro nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal, in collaborazione con Retecamere.

Antonio Laforgia, vice presidente della Camera di Commercio di Bari, ha aperto i lavori del workshop finale del progetto, ospitato dall’ente camerale barese. Vi hanno partecipato, tra gli
altri, anche Michele Portincasa – CISCAI Bar e Paolo Belloc, direttore generale ISRI.
“L’attività artigiana rischia di scomparire se il problema del passaggio generazionale non viene seguito e gestito con attenzione – ha dichiarato Laforgia -. Ci sono tanti imprenditori
che cessano l’attività per anzianità senza poter contare su degli eredi. Abbiamo ritenuto opportuno e utile occuparci della continuità di tante attività peculiari
del nostro territorio, quali sono quelle artigiane, trovando nuove formule. E abbiamo valutato di inserire nel contesto artigianale cittadini immigrati dall’area europea ed extraeuropea. Il
progetto Nisia ha formato e preparato 15 immigrati a diventare imprenditori, conciliando le nostre esigenze di assicurare il trasferimento di mestieri e competenze con quelle di integrazione
degli immigrati, che spesso hanno spiccate capacità imprenditoriali ma non riescono ad esercitarle”.

Il progetto ha avuto due finalità: favorire il passaggio di consegne nelle imprese artigianali senza “eredi” o acquirenti che, altrimenti, per assenza di successori, sarebbero costrette
a chiudere; promuovere la cultura dell’integrazione e dell’accoglienza, consentendo il subentro nelle stesse imprese dei lavoratori immigrati con competenze professionali specifiche.

Circa il 5% degli artigiani che opera in Italia (sono 1.1250.000) ha un’età superiore a 65 anni e l’uscita di scena dell’imprenditore artigiano, oltre che una perdita di risorse per il
territorio legate all’attività economica in sé, rischia di far estinguere definitivamente un’esperienza, un contenuto di sapere e creatività che va necessariamente
custodito e tramandato. Di qui il progetto Nisia, favorevole anche all’integrazione sociale degli immigrati che hanno una maestria da spendere e che possono cosi subentrare ad attività
altrimenti destinate a chiudere.

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