Processo Enichem di Manfredonia: assolti perché non sussiste il fatto

Roma, 5 Ottobre 2007 – “L’inquinamento a Manfredonia ha ucciso, questo è un dato di fatto inoppugnabile e per vederlo affermato ci impegneremo con ogni mezzo possibile”.

Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, commenta così la sentenza di primo grado emessa questa mattina dal Tribunale di Foggia per l’incidente avvenuto il 26 settembre 1976 e che
assolve gli ex-dirigenti Enichem dall’accusa di omicidio colposo perché non sussiste il fatto.

Secondo l’accusa, infatti, a causa delle operazioni di bonifica in seguito allo scoppio della colonna di arsenico morirono, nel corso degli anni, 23 operai mandati a riparare i danni senza
nessuna precauzione.

Insieme a Legambiente si costituirono parte civile il WWF, un’associazione ambientalista locale Bianca Lancia, la Regione Puglia, il Ministero dell’Ambiente e i comuni di Monte Sant’Angelo,
Manfredonia e Mattinata poi ritiratisi per ricevere un indennizzo.

“Aspetteremo senz’altro i 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza, – precisa Della Seta – ma Legambiente certamente andrà avanti insieme alla vedova di Nicola Lo Vecchio
(l’operaio che per primo denunciò la malattia). Su questa vicenda pretendiamo verità e giustizia, affinché non passi il segnale che l’industria italiana non è solo
depauperatrice del territorio e delle vite dei cittadini, quanto piuttosto un’opportunità di sviluppo attento e sostenibile”.

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