Prezzi, Coldiretti: «speculazioni finanziarie su mercati agricoli»

By Redazione

L’andamento record del prezzo del grano alla borsa di Chicago è anche il frutto di speculazioni internazionali che si spostano dai mercati finanziari a quelli delle commodities agricole
e di cui non beneficiano certamente gli agricoltori italiani che hanno già raccolto e venduto da tempo le produzioni.

E’ quanto afferma la Coldiretti, in relazione all’intervento del garante sulla sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi, nel sottolineare che, in netta controtendenza rispetto ai mercati
finanziari mondiali, crescono le quotazioni del grano e degli altri cereali al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime
agricole.

Alla crisi finanziaria e ai primi segni di recessione economica internazionale si contrappone l’andamento favorevole delle materie prime agricole dovuto alla crescente domanda di paesi
emergenti come India e Cina che – sostiene la Coldiretti – ha certamente attirato le attenzioni degli speculatori internazionali. Una tendenza che – sostiene la Coldiretti – va combattuta con
la programmazione di filiera, alla quale l’agricoltura italiana può rispondere positivamente grazie alla flessibilità introdotta con la riforma della politica agricola comune,
abbandonando comportamenti di acquisto al ribasso sui mercati internazionali.

Peraltro il prezzo di pane e pasta la consumo dipende – sostiene la Coldiretti – solo in minima parte dal prezzo del grano che incide appena per il 10 per cento sul valore finale di vendita. Lo
dimostra il fatto che mentre il prezzo del grano è fissato a livello internazionale dal Chicago Board of Trade ed è sempre lo stesso nelle diverse città, il prezzo del pane
raddoppia da Napoli a Milano dove la pasta ha un costo superiore del 50 per cento a quello medio rilevato a Palermo secondo l’Osservatorio prezzi del Governo.

Si tratta di una evidente dimostrazione che – conclude la Coldiretti – nella forbice dei prezzi dal grano al pane c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una
adeguata remunerazione agli agricoltori e a tutte le componenti della filiera senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD