Presentazione alla Bit di Milano: Il web strumento principe per la nuova domanda del turismo enogastronomico

 

Si è tenuta presso la Borsa Internazionale del Turismo a Milano la conferenza stampa «Risultati e Obiettivi del Turismo Enogastronomico Italiano» con la
Presentazione VII Rapporto Osservatorio del Turismo del Vino, organizzata dalla Associazione Nazionale Città del Vino.

Fabio Taiti (Censis Servizi) estensore del rapporto, dopo una analisi dalla quale è emerso il grandioso potenziale di sviluppo del turismo centrato sull’asse
eno-gastronomico (fatturato enoturismo in aumento, associabilità alla domanda di leisure, entertainment, welness, ecc.), ha dettagliatamente illustrato i risultati della ricerca
effettuata sui siti Internet delle Strade dei Vini e dei Sapori italiane.

Il Prof. Taiti ha individuato in questi percorsi organizzati «…tracciati virtuosi di riposizionamento dei territori, come evoluzione di un turismo tematico in
ascesa: dal prodotto vino al leisure enogastronomico, dalla cartellonistica stradale alla bacheca elettronica…». 

Taiti ha sottolineato come bisogna sempre partire dalle aspettative-comportamenti
del turista, e che nella migliore costruzione dell’offerta di una destinazione turistica
che abbia l’enogastromia sul proprio asse, occorre lavorare più che mai sui fattori
della «identità» e «distintività», oltre che con la «tempestività» delle risposte organizzate a misura
delle esigenze dell’ospite; posto che anche il fattore «visibilità» è ormai stategico e dirimente, si segnala come ombra sui percorsi dell’enoturismo
italiano una eccessiva e dispersiva «coriandolizzazione»: Taiti ha così citato i casi della della Maremma e della Romagna (nascita di Romagna terra del Sangiovese
come aggregazione eccellenze delle quattro Strade romagnole) come esempi virtuosi di costruzione di brand d’offerta che abbiano «massa critica» e
contenuti per essere ascoltate dai mercati.

Dalle pagine del Rapporto riguardanti l’analisi dei siti Internet, emerge così che su 140 Strade del vino (non tutte realmente funzionanti) solo 69 presentano un sito web
strutturato ed accessibile : su queste il lavoro guidato dal prof. Taiti è stato poi quello di produrre una valutazione omogenea, comparativa ed oggettiva, attraverso 7
«dimensioni» (navigabilità; viaggio; territorio; cibo; vino; no-food; turismo) per un ulteriore totale di ben 35 «indicatori».

Interessanti i risultati per il nostro territorio: su 69 siti valutati , la Strada dei Vini e dei Sapori di Forlì-Cesena è classificata 6° assoluta (la prima delle
Strade dell’Emilia-Romagna) preceduta solo da 5 storiche e blasonate Strade dell’enoturismo (Sagrantino, Franciacorta, Barolo – Langa, Montalbano, Etna): molto
buono anche il posizionamento della nostra Regione (complessivamente migliore di Piemonte, Toscana ed Umbria!) con il 10° posto ex-aequo della Strada di Rimini e di
Scandiano – Canossa (Reggio Emilia), il 19° delle Strade di Piacenza e Ferrara.

Da segnalare interessanti curiosità: nel ranking dell’indicatore «tempestività della risposta» testata dai redattori del Rapporto con la tecnica del
«Mistery client» (finta richiesta di informazioni per un soggiorno, inviata via mail alle 69 Strade), ottima performance della Strada di Rimini, al primo posto in questo
ranking, avendo risposto dopo soli 10 minuti dall’arrivo della mail! Mentre per la Strada di Forlì-Cesena la performance parziale migliore, risulta nel
ranking dell’indicatore «occhio/navigabilità» (3° posto su 69, dopo Strada Sagrantino ed Etrusco-Romana): ovvero semplicità ed usability sito,
posizionamento sui motori di ricerca, news sempre aggiornate per rapporto interattivo con l’utente.

Per scaricare il testo integrale del VII Rapporto Osservatorio del Turismo del Vino:

Alcuni dati sull’enoturismo contenuti nel VII Rapporto Osservatorio del Turismo del Vino

Vacanze sempre più brevi e alla ricerca di vino e cibo di qualità: questa la tendenza del turismo in Italia rilevata dal Rapporto annuale n. 7 «Osservatorio sul
turismo del vino» delle Città del Vino, realizzato dal Censis Servizi Spa e presentato il 20 febbraio a Milano alla Borsa Internazionale del Turismo.

Gli eno-appassionati sono passati in Italia da 4 a 6,5 milioni, mantenendo stabile, a fronte di una frenata dei prezzi, il volume di affari dei territori a più altavocazione
vitivinicola, che si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro. Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino l’attrazione enogastronomica fa crescere i flussi turistici
(dal 18% al 20%) e il miglioramento degli itinerari del Belpaese è l’obbiettivo principale sul quale puntare: secondo proprietari di aziende, ristoratori e sindaci delle
Città del Vino, su una scala di 10, 7,2 è oggi il peso specifico dell’eno-turismo nel sistema turistico locale, 8,4 nei prossimi 5 anni.

L’enogastronomia è il primo motivo di attrazione territoriale per gli eno-appassionati (33%), seguita da ambiente e bellezze naturali (24%), arte e cultura (22%) e vino
(21%). Il 62% dei produttori di vino, nel 2008, ha visto aumentare i visitatori in azienda, sempre più attratti da degustazioni (93,5%), visite in cantina (85,8%) e vendita
diretta (57,4%). Segno negativo invece per i ristoratori, che registrano una diminuzione dei loro ospiti (tra -4% e -5,5%), sempre più attenti nello scegliere rigorosamente vini
e prodotti locali. Per costruire tour su misura da un lato cresce l’importanza del web (quasi il 50% degli italiani naviga in Internet, oltre 10 milioni coloro che praticano il
turismo online, il settore con il maggior tasso di crescita dell’e-commerce), dall’altro rimane radicatissimo il «passaparola», considerato il primo fattore di
promozione e comunicazione.

 

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