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Presentato il Dossier Caritas/Migrantes 2007 in Emilia Romagna

By Redazione

Bologna, 30 Ottobre 2007 – E’ la fotografia dell’immigrazione in Emilia-Romagna, così come scaturisce dall’annuale Dossier statistico Caritas/Migrantes, giunto quest’anno al
numero 17.

Il rapporto Caritas è stato presentato oggi nella sede della Regione Emilia-Romagna, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato Pietro Pinto (Comitato Scientifico Dossier
immigrazione Caritas), Anna Maria Dapporto (assessore regionale Politiche sociali e immigrazione Regione Emilia-Romagna), don Gian Piero Franceschini (coordinatore regionale immigrazione
Caritas), Roland Jace (vicepresidente Consulta regionale per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri).

LE CIFRE DELL’EMILIA-ROMAGNA: UNA SINTESI – Il fenomeno migratorio conferma dunque le sue caratteristiche di crescita e di stabilità. La stima della Caritas al 31.12.2006 dei
soggiornanti in Emilia-Romagna è di 388.203 (di cui 77.967 minori, pari al 20,1%) che corrisponde circa al 9,2% della popolazione regionale.
Calcolando il dato delle residenze in regione si evidenzia, rispetto all’anno precedente, un incremento dell’incidenza percentuale che passa dal 6,90 al 7,53.
La crescita della popolazione straniera residente è, rispetto ai dati all’1.1.2006, del 10%, una delle più basse degli ultimi anni perché si stanno affievolendo gli effetti
dei ricongiungimenti familiari e della regolarizzazione del 2002-2003.

I comuni emiliano romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 33 del 2005 e ai 47 del 2006, con Galeata (Fc) al 17,18%, Luzzara (Re) al 15,89%, Rolo (Re) e
San Possidonio (Mo) 14,80%, ecc…
I principali paesi di provenienza che si rilevano dalle residenze sono il Marocco (16,8%), l’Albania (13,9%) e la Romania (6,8%). Appare in crescita il dato della Romania e dell’Est Europeo in
generale ( Ucraina, Moldavia ecc).
Nell’anno scolastico 2006/2007 gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 58.521 (su 547.290 iscritti totali). La percentuale è salita al 10,7% mentre nell’anno scolastico
2005/2006 era del 9,5. In particolare, si evidenzia un significativo incremento nella scuola primaria e secondaria di I grado, dove la percentuale degli alunni stranieri è già
superiore al 12%.

Nel corso del 2006 nella banca dati Inail risultano occupati per l’Emilia-Romagna 223.140 lavoratori stranieri. Essi rappresentano il 15,3% dei lavoratori complessivi a conferma di una crescita
costante registrata negli ultimi anni (nel 2005 i lavoratori stranieri rappresentavano il 14,4%).
I lavoratori extracomunitari si concentrano prevalentemente nei settori dell’industria (31,5%), delle costruzioni (15,4%), alberghiero (12%), servizi alle imprese (8,8%) e agricoltura (6,6%).

I COMMENTI – All’analisi nazionale di Pietro Pinto, che ha parlato della particolare attrattività delle regioni del nord Italia nei confronti degli immigrati, ha fatto seguito
l’intervento dell’assessore Anna Maria Dapporto. «Solo con l’osservazione costante del fenomeno – ha affermato l’assessore – si possono stabilire politiche di inclusione di
qualità, ed in tal senso siamo grati al lavoro della Caritas che aiuta le istituzioni in questo compito. I dati relativi all’Emilia-Romagna ci parlano di immigrazione in termini di
crescita e stabilità, ma soprattutto indicano un fenomeno spalmato equamente su tutto il territorio regionale. E’ evidente come vi sia sempre più necessità di politiche non
solo attente a quanto accade nei grossi centri abitati, ma adeguate ad una nuova società multiculturale che ha bisogno di politiche di inclusione attive soprattutto a livello
locale».

Per Roland Jace, «ancora una volta emerge il contrasto tra i dati reali e la percezione che si ha dell’immigrazione». Il rappresentante della Consulta ha quindi posto l’accento sui
dati relativi all’occupazione, e sul fatto che «vi sono già stranieri imprenditori, che quindi creano essi stessi occupazione, specie femminile».

Don Franceschini ha evidenziato come vi sia «una progressiva femminilizzazione dell’utenza che si rivolge ai Centri Caritas», ha esplicitato la forte zonizzazione delle etnie in
Emilia-Romagna (particolare il richiamo della comunità latino-americana nella zona di Piacenza e Fidenza) ed ha infine sottolineato come il ricongiungimento dei nuclei familiari stia
creando problemi di povertà relativa, per la difficoltà di vivere con un solo reddito.

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