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Caritas, 500 mila stranieri nel Lazio nel 2006

By Redazione

Roma, 30 Ottobre 2007 – Gli stranieri nel Lazio a fine 2006 sono circa 500mila, 81mila in più dell’anno precedente, quando si era attestata a 418mila unità, l’incremento
registrato nel corso del 2006 è del 19,4%, leggermente inferiore alla media dell’Italia centrale, che si attesta al 19,8%, e con una diversità più accentuata rispetto alla
media nazionale del 21,6%.

Tra gli incrementi dell’ultimo anno, il Lazio si attesta al 15° posto all’interno di una forbice, tra le regioni italiane, che va dall’incremento massimo, sull’anno precedente, del 39,8%
della Basilicata, a quello minino dell’11,3% del Trentino Alto Adige. E’ quanto emerge dal Rapporto immigrazione 2007 della Caritas relativo al Lazio.

La provincia di Roma presenta un incremento di popolazione straniera del 18,1%, decisamente più basso delle altre province. Latina ha un incremento del 30,4%, Rieti del 28,6%, Viterbo
del 27,6% e Frosinone del 25,4%. Per effetto dell’incremento dell’ultimo anno, si modifica anche l’incidenza della popolazione immigrata nella regione e nelle diverse province: a livello
regionale l’incidenza passa dal 7,9% al 9,1% (con una variazione relativa dell’indice del 15,1%). Nel 2006 i nuovi nati da cittadini immigrati sono stati nel Lazio oltre 5.400, con un indice
generico di natalità dell’1,1%, al di sotto sia della media nazionale dell’1,6%, sia di quella dell’Italia centrale, dell’1,4%.

I dati sul lavoro degli stranieri, provenienti dall’Inail, permettono di descrivere la tendenza di stabilizzazione delle condizioni di vita attraverso un lavoro regolare. Considerando i paesi
di nascita maggiormente rappresentati tra gli iscritti all’Inail, nel Lazio troviamo la Romania, di gran lunga al primo posto sia a livello regionale (46.152 iscritti) che provinciale. Tra gli
altri paesi europei dell’Est troviamo ai primi posti anche la Polonia, l’Albania, l’Ucraina e la Moldavia. Altri paesi europei di consistente emigrazione in passato, come la Germania, la
Svizzera e la Francia, hanno delle presenze significative perche’ vi sono nati italiani poi rimpatriati. Tra i paesi asiatici troviamo le Filippine, il Bangladesh e la Cina, a fortissima
concentrazione romana, mentre l’India ha una radicata e forte presenza nella provincia di Latina. Tra i paesi nordafricani troviamo l’Egitto, il Marocco e la Tunisia, mentre tra quelli
americani solo il Perù e l’Ecuador. Confrontando i dati sul numero delle assunzioni (in gergo assunzioni lorde) con gli occupati netti (le persone fisiche in attività) notiamo un
fenomeno molto interessante: per ben 5 paesi (Perù, Ucraina, Marocco, Ecuador e Moldavia) le assunzioni lorde superano gli occupati netti. Ciò significa che il mercato del lavoro
e’ ad altissima mobilità, con più rapporti per la stessa persona nel corso dell’anno (si pensi all’incidenza del lavoro domestico per i provenienti da alcuni di questi paesi). Per
alcuni paesi (Svizzera, Filippine, Bangaldesh, Tunisia e Romania), con un rapporto tra assunzioni lorde ed occupati netti inferiore all’80%, il mercato del lavoro, pur essendo vivace, tende
alla stabilità delle posizioni lavorative, mentre per altri (Polonia, Albania, Egitto, Germania, India), con un rapporto tra assunzioni lorde ed occupati netti tra l’80% e il 100%, il
mercato del lavoro puo’ considerarsi molto vivace.

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