Pillola RU486, Leo: occorre prudenza

“Le più recenti evidenze scientifiche sull’uso della pillola Ru486 consigliano prudenza nell’autorizzare questo metodo abortivo” così Giampiero Leo, consigliere regionale di Forza
Italia, spiega il motivo di una sua interrogazione alla Giunta regionale, dopo che è stato presentato pochi giorni fa, a Roma, un report predisposto da una società medico
scientifica interdisciplinare, senza scopo di lucro, la Promed Galileo, proprio mentre l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) sta esaminando la richiesta di registrazione nel nostro Paese.

“Quelli presentati nel rapporto – osserva Leo – sono dati che lasciano molto perplessi e che dovrebbero consigliare grandissima prudenza nell’autorizzare anche in Italia l’uso di una pillola
che, nei Paesi dove è già impiegata, ha addirittura portato a un aumento delle interruzioni volontarie di gravidanza, in rapporto ai nati vivi. E anche sul fatto che questa
pillola, sperimentata al S. Anna e ampiamente propagandata a Torino, sia un metodo preferibile rispetto all’aborto chirurgico non c’è per nulla da stare sicuri”.
Infatti, secondo le conclusioni dello studio di Promed Galileo, le interruzioni di gravidanza con metodo farmacologico “si caratterizzano per un profilo di sicurezza inferiore rispetto al
metodo chirurgico, a parità di età gestazionale”. Inoltre si sono riscontrati “eventi avversi associati all’impiego dell’aborto medico” anche a distanza dalla procedura, e non
è vero che la pillola abbia un “maggior grado di tollerabilità, che anzi in alcuni casi risulta inferiore”. Nel complesso l’uso della Ru486 comporta “un’efficacia statisticamente
inferiore rispetto al metodo chirurgico, pertanto una sensibile percentuale di pazienti viene sottoposta a una duplice procedura abortiva”.
Lette queste conclusioni Leo chiede alla Giunta di conoscere quale sia la posizione rispetto alla sperimentazione attuata al S. Anna, in attesa delle decisioni del ministero della salute.

“Tanto perchè sia chiaro – dice Leo – quando si parla di eventi avversi giunti a distanza di molto tempo, si intende anche il rischio morte. Nel mondo si sono già registrati 16
casi del genere, con una incidenza decisamente superiore all’intervento chirurgico. Anche la prestigiosa agenzia americana che autorizza il commercio di sostanze mediche e alimentari, la Food
and Drug Administration, ha espresso critiche nei confronti di questa sostanza. E’ vero che in molti Paesi la pillola è già usata da anni, ma proprio queste esperienze,, non
sempre positive, permetterebbero oggi all’Italia, se la questione non sarà vista con pregiudizi ideologici, di fare una scelta oculata, senza aumentare i rischi per le donne e senza
trasmettere il messaggio sbagliato che abortire con una pillola sia più facile e sicuro”.

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