Piemonte: Territorio d'impresa

By Redazione

Torino – È stato presentato oggi, lunedì 17 marzo 2008, presso il Centro Congressi Torino Incontra di via Nino Costa 8, l’Osservatorio sulla geografia d’impresa, la nuova
pubblicazione di Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte che analizza le tendenze della struttura imprenditoriale piemontese negli ultimi 35 anni.

L’Osservatorio nasce dalla consapevolezza dei legami imprescindibili esistenti tra territorio e impresa: la competitività delle aziende deriva essenzialmente dalle risorse che esse
attingono dal territorio su cui operano e, a sua volta, la presenza di imprese competitive arricchisce il territorio, innescando così un circolo virtuoso.
Il punto di vista adottato si focalizza sulle singole unità comunali e sui Sistemi locali del lavoro (SLL) quali unità di aggregazione sovracomunale dei dati, che vengono
presentati in forma cartografica.

«Il territorio rappresenta l’insieme delle conoscenze, competenze e regole che condizionano l’operare dell’impresa. Il contesto economico locale è divenuto, negli anni più
recenti, un fattore cruciale nei processi decisionali, di crescita e di capacità strategica dell’impresa, che spesso trova nel territorio sponde determinanti per le proprie azioni – ha
dichiarato Renato Viale, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Consapevoli della centralità assunta dal territorio nel processo di sviluppo economico, con la realizzazione di questo
Osservatorio abbiamo indagato le tendenze mostrate dal tessuto produttivo regionale negli ultimi 35 anni, adottando un punto di vista prettamente ‘territoriale’. Il rapporto restituisce la
fotografia di un Piemonte che, nel corso dell’ultimo trentennio, ha sperimentato profondi cambiamenti nel proprio sistema produttivo, ma soprattutto l’immagine di una regione in cui la presenza
imprenditoriale si è progressivamente consolidata, concentrandosi nelle aree più accessibili del territorio. Questa tendenza espansiva deve essere supportata da interventi
politici ed istituzionali che mirino alla creazione di un contesto territoriale sempre più favorevole all’insediamento delle imprese e al loro sviluppo nel medio-lungo periodo: fronte,
questo, sul quale Regione Piemonte e le Camere di commercio piemontesi sono impegnate fianco a fianco».

LA FOTOGRAFIA DEL PIEMONTE NEL 2006
A fine dicembre 2006, sulla base dei dati del Registro Imprese, si rilevano 7.135.593 unità locali attive in Italia e 552.315 in Piemonte, che ospita quindi il 7,7% del totale nazionale,
collocandosi al sesto posto tra le regioni italiane.
Il 25,2% delle unità locali piemontesi è concentrato nel settore del commercio; seguono i servizi alle imprese (19,7%) e le costruzioni (13,8%). La distribuzione per Sistemi
locali del lavoro evidenzia una forte concentrazione nell’area di Torino, dove ha sede il 39,5% delle unità regionali. È inoltre rilevante il peso degli SLL che ruotano attorno ad
altri cinque capoluoghi di provincia: Biella, Cuneo, Novara, Alessandria e Asti.

LA DINAMICA IMPRENDITORIALE TRA IL 2002 E IL 2006
Nel quinquennio 2002-2006 le unità locali d’impresa piemontesi sono cresciute del 4,6%, a fronte di un’espansione media nazionale del 6,6%. Alla vivacità imprenditoriale del
Piemonte settentrionale si contrappone la dinamica modesta dell’area meridionale, ma occorre rilevare che nel complesso dei 43 Sistemi locali del lavoro piemontesi solamente 8 mostrano tassi di
sviluppo negativi. A livello settoriale, la crescita risulta trainata dalle costruzioni e dal turismo, oltre che dai servizi alle persone e alle imprese.
La vicinanza alle infrastrutture ferroviarie e autostradali o ai poli logistici ha favorito lo sviluppo imprenditoriale in Piemonte. Nei comuni situati a meno di 10 km dalla rete autostradale o
dalle linee ferroviarie principali le unità locali sono infatti aumentate rispettivamente del 5,4% e del 5,3% in cinque anni, quindi più della media regionale. Nei comuni posti
entro un raggio di 20 km dai quattro poli logistici piemontesi (Sito Spa ad Orbassano, gestito dalla Società Interporto di Torino; il Cim Spa-Centro interportuale merci di Novara; il
polo di Tortona gestito dalla Società Interporto Rivalta Scrivia Spa; l’Interporto di Arquata Scrivia Spa) la variazione ha raggiunto il 6,2%. La prossimità a queste
infrastrutture ha dato un impulso soprattutto alla crescita delle unità locali dei settori dell’industria alimentare, meccanica e dei trasporti e al settore turistico.
Appare evidente il nesso tra la presenza sul territorio di una rete di infrastrutture e di trasporto efficiente e lo sviluppo economico, soprattutto in quei comparti che rappresentano le
più importanti vocazioni industriali regionali. Maggiori e più efficienti infrastrutture portano più imprese e risultano quindi fondamentali nel determinare il livello di
competitività del territorio.
Le aree coinvolte nella preparazione dei Giochi olimpici del 2006, in particolare i Sistemi locali del lavoro di Torino, Bardonecchia e Pinerolo, hanno mostrato trend di crescita superiori alla
media regionale; a parte alcuni ritardi nei settori del turismo e dei servizi alle persone, lo sviluppo imprenditoriale in queste aree si è realizzato con anticipo rispetto
all’appuntamento del 2006.

IL PIEMONTE DAL 1971 AL 2001: TRENT’ANNI DI SVILUPPO IMPRENDITORIALE
Al Censimento Istat del 1971 il Piemonte contava 214.160 unità locali e 1.291.494 addetti; nel 2001 si è saliti rispettivamente a 306.468 e a 1.299.686: a fronte di un’espansione
delle unità locali del 43,1%, gli addetti sono quindi rimasti stabili, registrando una variazione dello 0,6% in trent’anni.

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