Pesci azzurri: “Muoiono per riprodursi”

Pesci azzurri: “Muoiono per riprodursi”

Qualche migliaio di pesci morti può certamente destare lo stupore, la preoccupazione e la curiosità di quei turisti (fortunati loro) che in pieno inverno possono spendere
un pò di tempo per passeggiate mattutine sulla spiaggia di Rimini. Questi atleti, ma anche i semplici camminatori che vanno ad assimilare l’aria ricca di salsedine, questa
mattina si sono imbattuti in uno spettacolo disarmante ma, credetemi, non allarmante. Migliaia di pesci spiaggiati giacciono sulla battigia, si capisce subito che si tratta di
pesce azzurro, forse sarde? qualche passante sentenzia: “son branzini!”.

Niente di tutto ciò, si tratta delle Cheppie (meglio note con il nome di Alacce) o conosciute come “salmone dei poveri” e a ben guardare la stragrande maggioranaza hanno ancora
l’occhio vispo con il corpo di ottimo aspetto. Non si trovano lì per cause di inquinamento o per una moria collettiva da disorientamento, ma solo per motivi assolutamente naturali e
che anzi potrebbero dimostrare la salubrità del nostro mare. Dietro alla triste scoperta si cela un rituale ed inconfondibile segnale legato alla riproduzione di questi pesci, i quali
cercano di risalire gli affluenti marittimi caratterizzati da acque dolci (il caso più ecclatante é il Po ma in realtà l’adriatico é pieno di fiumiciattoli affluenti)
per deporre le uova, dopodiché si abbandonano alla corrente e solo raramente riescono a ritornare vivi in mare, dove purtroppo arrivano esausti.

Questo fenomeno si ripete da migliaia di anni: potrebbe trattarsi dell’inequivocabile segnale che l’adriatico tutto sommato sia pulito. Ma é importante che turisti e camminatori mattutini
non si preoccupino notando questi pesci morti e ancora abbandonati al sali scendi della flebile marea perché si trovano di fronte ad un fenomeno assolutamente naturale. La Cheppia (che in
taluni casi può arrivare anche ai 2 kg di peso) é caratterizzata da carni dolci ricche di spine, considerate non pregiate e quindi disponibili ad un prezzo contenuto.
Opportunamente preparate e cotte alla brace e gli odori sono buonissime. Se passate oggi sulla battigia di Rimini e magari siete in compagnia di un intenditore di pesce di cui vi
fidate, potreste procurarvi una bella mangiata a costo zero!

Gianluigi Veronesi DEGUSTA / Newsfood

ALACCE AL FORNO

Ingredienti:

600 g di alacce
pangrattato
8/10 cucchiai
2 spicchi di aglio
prezzemolo
sale
peperoncino
olio d’oliva

Preparazione:

Pulire i pesci, eviscerarli aprendoli a libro dopodiché togliere la lisca centrale. Sistemarli in una ruola antiaderente dove avrete già cosparso olio extravergine di
oliva e aggiunto qui e là un po’ di sale. In una tazza grande mettere 6 cucchiai di pangrattato, i 2 spicchi di aglio e il prezzemolo fresco tritandoli, sale,  peperoncino
(2 o 3 pizzicate), il pepe e aggiungere ancora 2 cucchiai di olio e.v. di oliva. Miscelare il tutto e cospargerlo per bene sui filetti che avevamo adagiato in precedenza, ricoprendoli
completamente. A questo punto infornare per 20/30 minuti e servire caldi con un vino bianco, ad esempio il “fortana”.

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