Perugia: «Dalla parte del cittadino. Verso un sistema integrato nella gestione dei rifiuti»

By Redazione

 

Come da prassi ormai consolidata, si è tenuto questa mattina alla Sala dei Notari un convegno che rientra tra le buone pratiche messe in atto dal Comune di Perugia, e che vanno
sotto il nome «Dalla parte del cittadino».

Con il supporto scientifico dell’Università degli Studi di Perugia fornito tramite l’Osservatorio sui Servizi Pubblici locali, e dell’ATO (Ambito territoriale
ottimale) n°2, i temi che sono stati trattati hanno riguardato le procedure di affidamento di servizi pubblici locali, la pianificazione regionale e di ambito inerente la gestione
dei rifiuti, la valutazione della qualità dei servizi.

Coordinato dal vicesindaco con delega all’Ambiente, nonché presidente dell’Ato n.2, Nilo Arcudi, il convegno ha visto la partecipazione dell’assessore regionale
all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile, Lamberto Bottini, del professor Giuseppe Caia, dell’Università di Bologna, dell’ingegnere Adamo Discepoli, del
dirigente Settore Servizi Istituzionali al Cittadino del Comune di Perugia Luciano Taborchi, e dei professori Bruno Bracalente e Alessandro Montone, dell’Università degli
Studi di Perugia.

«Quest’anno si discute di una questione importante – ha sottolineato Arcudi – che riguarda la gestione integrata del servizio di igiene urbana, in una fase fondamentale per
il nostro territorio, in quanto si è dato il via all’individuazione del gestore per i servizi di rifiuti dell’Ato2 di cui Perugia è capofila. Un obiettivo di
grande importanza, che vede l’Ato 2 del perugino modello in Italia. Parallelamente si sta lavorando all’approvazione del nuovo Piano regionale per dotarci di uno strumento
integrato di grande efficienza per la nostra regione».

In sintesi, dai vari interventi è emersa la complessità dei servizi di igiene ambientale, sia sotto il profilo economico che sotto quello gestionale. Come governare queste
diverse complessità e come valutare i servizi offerti sono i cardini sui quali riflettere e impostare le azioni future. Se l’autorità di ambito è una
realtà in Umbria, è stato detto, per comprenderne meglio la complessità, in Italia sono solo otto i piani di Ambito approvati.

Fondamentale inoltre, l’igiene urbana, che è percepita dai cittadini come indice di buon governo dell’amministrazione comunale e valutata allo stesso livello della
sicurezza.

Se la Regione Umbria per contenere la produzione eccessiva dei rifiuti blocca la produzione pro capite da non superare al 2006, il dato positivo è che a Perugia la produzione
è, se pure alta, decrescente.

L’assessore Bottini, parlando del Piano regionale sui rifiuti, ha fornito una contestualità alla quale hanno fatto riferimento anche i successivi interventi, nei quali
è stata più volte ribadita la necessità di ridurre i rifiuti e di aumentare la raccolta differenziata, come da programma regionale. Il professor Caia, rifacendosi
alla normativa comunitaria che spinge verso l’integrazione dei servizi nel settore, ha elogiato il Comune di Perugia, tra i pochi ad avere adottato una gara unica.

L’ingegnere Adamo Discepoli, della Regione dell’Umbria, ha parlato del Piano d’Ambito per la gestione integrata dei rifiuti urbani dell’Ato, facendo particolare
riferimento al quadro normativo e alla sua dotazione impiantistica. Discepoli ha fornito anche le previsioni per i costi operativi di gestione dell’Ato 2: dal 2009 al 2012
complessivamente e sostanzialmente invariato; mentre l’incremento di costo atteso per il periodo 2013-2022 è di circa il 29%.

Taborchi ha posto, tra l’altro, l’accento sull’importanza della carta dei servizi e sulla qualità standard degli stessi da erogare, fondamentale per una
eventuale richiesta di rimborsi e utile per un continuo aggiornamento e messa a punto dei servizi erogati.

 

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