Per il vino consumo responsabile e sviluppo della qualità

«Né demonizzazione, né criminalizzazione, ma consumo responsabile e soprattutto sviluppo della qualità che continua a rappresentare l’arma vincente sui mercati
internazionali» così si è espresso il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso della conferenza stampa sul programma Ue
«Wine in moderation – Art de vivre», svoltasi a Verona nell’ambito della 42° edizione del Vinitaly.

«Il programma europeo che promuove un consumo di vino responsabile, la prevenzione e la riduzione dell’abuso di alcool preservando, allo stesso tempo, il ruolo culturale ed economico del
vino nella società europea rappresenta -ha affermato Politi- uno strumento importante. L’obiettivo principale è quello di favorire la conoscenza e la responsabilità nel
consumo, soprattutto per le giovani generazioni. Occorre sviluppare un’informazione chiara per contrastare tutti quei messaggi errati che possono indurre a comportamenti sbagliati sul consumo
di bevande alcoliche.
«La Cia, che ha aderito al programma nazionale ‘Guadagnare salute’, è consapevole della opportunità di accrescere la responsabilità dei consumatori. E ribadisce la
necessità -ha rimarcato il presidente confederale- di distinguere la tipologia di bevande e le modalità di consumo ad esse associate ed associabili. Perché in una bottiglia
di vino c’è tutta una serie di valori e di contenuti di carattere alimentare, sociale, culturale che vanno tramandati con il giusto messaggio ai potenziali clienti».

«D’altra parte, il settore del vino -ha rilevato Politi- costituisce un riferimento sia economico che culturale del ‘made in Italy’ nel mondo. E i dati dell’export lo dimostrano
chiaramente, visto che nel 2007 si è avuta una crescita che si avvicina all’8 per cento. Non solo. Anche il calo dei consumi nazionali, sempre nello scorso anno, ha evidenziato un palese
orientamento verso la qualità Per i vini Doc e Docg gli acquisti in valore sono, infatti, cresciti del 3,2 per cento».
«Comunque, tutte le indagini sui consumatori, svolte di recente in Italia, testimoniano -ha detto il presidente della Cia- di un rapporto ancora fortemente equilibrato tra il consumatore
maturo ed il vino. Il progetto Ue «Wine in moderation», in questo senso, costituisce, dunque, uno stimolo importante per il settore vitivinicolo italiano perché
viene offerta, da un lato, ogni possibile informazione sul corretto consumo di vino e, dall’altro, l’opportunità di ricordare al consumatore il valore nutrizionale e anche salutare che
questo prodotto racchiude».
«Quindi, il piacere di un consumo moderato, attento e corretto di vino dovrà continuare ad essere -ha ricordato Politi- parte del nostro stile di vita, della nostra cultura:
così come dice il titolo, è parte dell’arte di vivere e, visto che in Italia abbiamo il patrimonio artistico più importante del mondo, sentiamo il vino come parte di questa
eredità storica e culturale».

»Va posta in tale contesto una particolare attenzione verso i giovani, nell’auspicio che crescano informati ed attenti. In questa direzione -ha affermato il presidente della Cia- ci si
sta muovendo con la realizzazione, attraverso l’Enoteca Italiana, della seconda fase di un progetto di informazione molto capillare nelle scuole e nelle università. La prima edizione,
che si è svolta dal 2003 al 2005, ha raggiunto centinaia di migliaia di studenti delle scuole secondarie ed anche delle università, da Bari a Verona, da Cagliari a Palermo,
coinvolgendo sia il ministero delle Politiche agricole, sia le istituzioni politiche ed economiche locali. I risultati sono stati incoraggianti e ciò ci spinge ora a riprenderla con
l’auspicio che possa esserci, anche questa volta, il coinvolgimento del Governo ed uguale attenzione tra i destinatari».

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