PER IL CONSUMO INTERNO DI VINO, NUOVO PERCORSO: Giampietro Comolli

By Redazione

Giampietro Comolli, fondatore dell’Osservatorio Economico vini italiani lancia un allarme e fa alcune provocazioni. Per il mercato nazionale è più importante ragionale in termini di economie di scala sia d’impresa che di territorio. Occorre fare squadra su alcune azioni e interventi che servono per abbassare i costi di produzione e i costi fissi attraverso aggregazioni, concentrazioni di marchi e prodotti, adeguamento delle tipologie alle nuove domande, ridurre momentaneamente le produzioni poco appetibili senza però abbandonare il patrimonio territoriale, diversificare i canali, inventarsi nuovi percorsi di vendita e di rapporti. La creazione di distretti o di strumento di distretto con finalità commerciali e di promo-commercializzazione integrata può risolvere problemi a monte e a valle, come pure leggere e saper interpretare i dati statistici sulle percentuali e luoghi di vendita e consumi. Ovse ha notato e segnala che il consumo del vino in Italia dipende da 3 fattori: prezzo, prossimità o prossimalità, discontinuità. Questi fattori determinano i consumi, quindi occorre — come impresa o consorzi — attivare un sistema di offerta non più edonistico ed elitario e di filiera lunga, ma basato su una politica di vendita di accoglienza territorio-cantina e di contatto ad personam. Un plauso a Oscar Farinetti che ha occupato un buco, anzi una voragine, per il comparto e i settori del prodotti tipico di elevata qualità attraverso i punti vendita, ma ben di più in termine di appeal e referenza, di Eataly

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