Patto per lo sviluppo: incontro con i giovani a Cremona

Cremona, 19 Dicembre 2007 – Quasi tutti abitanti in altre città, molti all’estero, tutti con titoli di studio elevati e con lavori scelti e appaganti, quelli per i quali si
è studiato, sono le “carte di identità” di un gruppo di studenti cremonesi e casalaschi proiettati nel 2017, definite da loro stessi, la compilazione di queste carte
d’identità future era il gioco con cui si è aperto il primo incontro fra i responsabili e i consulenti del Patto per lo sviluppo con gli studenti, in preparazione dell’evento che,
presumibilmente in febbraio, presenterà i risultati dell’indagine fatta su tutti i frequentanti delle quarte classi delle scuole superiori della provincia nella scorsa primavera, con
l’obiettivo di conoscere richieste, aspettative, paure e speranze dei giovani per il futuro proprio e del proprio territorio.

Il gruppo che si è incontrato alla Camera di commercio era composto da undici ragazzi provenienti dai licei Manin e Aselli, dagli istituti Ghisleri, Einaudi, Torriani, Beltrami e dal
polo Romani di Casalmaggiore. Erano presenti il professor Paolo Rizzi dell’Università Cattolica, l’assessore provinciale all’Istruzione Pietro Morini, il delegato del presidente della
Provincia Giuseppe Torchio al Patto per lo sviluppo Giovanni Panvini.
Lo scopo dell’incontro – uno analogo avverrà a Crema – è di preparare l’evento di febbraio, nel quale gli studenti saranno chiamati direttamente a spiegare e commentare i
risultati della ricerca e a dire che cosa i ragazzi cremonesi si aspettano dal Patto e in generale dalle istituzioni.

Anche dal campione presente ieri è emersa una forte identificazione territoriale, con la città, il Nord Italia, ma anche con l’Unione europea vista come il futuro. La fiducia dei
giovani è riposta principalmente nei confronti della scienza e degli scienziati, delle istituzioni internazionali (Onu), degli industriali piccoli e grandi, dei militari e delle forze
dell’ordine. In fondo alla classifica la politica, con qualche apprezzamento verso le istituzioni locali e, via via calando, verso il governo, i partiti e i politici. Tuttavia da parte del
campione (un po’ meno nel totale dell’indagine) viene una forte richiesta di occasioni di partecipazione sociale e politica. Fra le emergenze da affrontare nel territorio, il tema dell’ambiente
e dell’inquinamento è riconosciuto pressoché unanimemente come il principale, insieme alla sanità, alla partecipazione nei processi decisionali, alla tecnologia e
innovazione, all’integrazione multietnica, ai trasporti e alla sicurezza.
Tutto questo è stato analizzato in una discussione molto libera e molto matura da parte del gruppo di ragazzi, e servirà come base per l’intervento all’evento di febbraio da parte
di coloro che verranno scelti come “portavoce”, che si ritroveranno ancora insieme alla fine di gennaio.

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