Orsara di Puglia: Peppe Zullo prende il futuro per la gola… con gusto

Orsara di Puglia: Peppe Zullo prende il futuro per la gola… con gusto

 

«Ciò che è stato realizzato qui, a Orsara di Puglia, è un progetto di design strategico del territorio: connettere i migliori elementi di una comunità per trasformare in realtà un percorso fatto di gusti, alimentazione sana, cultura e rinnovamento della tradizione che tocca ogni aspetto del vivere».

Sono state le parole di Giacomo Mojoli, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche (https://www.unisg.it) che Slow Food ha attivato a Pollenzo (Cuneo), a introdurre il convegno intitolato significativamente «Dalla terra alla tavola», un’iniziativa dello chef orsarese Peppe Zullo organizzata con la collaborazione di Slow Food Puglia, Comune di Orsara e Cittaslow.

«Dentro questa esperienza generata a Orsara – ha proseguito Mojoli – c’è la materia prima per un’alimentazione sana, per la conoscenza, l’educazione e la formazione di un progetto che si configura come un modello di sviluppo basato sul cambiamento di sistemi sempre più in crisi».

Alla prima giornata del tredicesimo «Appuntamento col Cinghiale», che proseguirà oggi, hanno partecipato oltre 200 invitati tra autorità istituzionali, giornalisti, troupe televisive, docenti universitari e operatori della ristorazione di qualità.

Peppe Zullo – Villa Jamele

Nel palcoscenico naturalistico di Villa Jamele – attorniati dai colori e dai profumi di alberi da frutta, ortaggi e vigneti – Giuliano Volpe, archeologo e Rettore eletto dell’Università di Foggia, ha parlato di paesaggio: «C’è un legame indissolubile tra i beni paesaggistici, i prodotti della terra e la direzione che deve ispirarci verso la ricerca e la sperimentazione. La ‘ricetta’ dell’innovazione è nei geni delle nostre vocazioni: Orsara di Puglia ne è un esempio».

Entusiasta Loreto Gesualdo, presidente del Distretto Agroalimentare Regionale della Puglia, per il quale è necessario «rivivere il passato coniugandolo al futuro.
La creatività e la genialità espresse da Peppe Zullo e dalla Comunità orsarese sono uno stimolo continuo, un laboratorio di iniziative che fungono da motore del
cambiamento, e non solo per la nostra provincia». «Stiamo parlando di una sfida propositiva al sistema del fast food – ha aggiunto Giuseppe Scagliola, direttore di
Coldiretti Foggia – e, più in generale, a quello ormai entrato in crisi di un consumismo plastificato e dal benessere impalpabile e fasullo. Tutti gli elementi di un territorio
possono essere assaporati e compresi in un piatto. Dall’agricoltura e dalla buona alimentazione passa l’avvenire della Capitanata e del sistema Paese».

I Piani Strategici di Area Vasta e le opportunità aperte dai fondi strutturali 2007-2013 sono stati i temi su cui si sono soffermati Pasquale Pazienza, assessore alle
Attività Produttive della Provincia di Foggia e Antonio Frattaruolo, dirigente dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Gli strumenti della
programmazione, nell’antica Apulia che si muove verso il proprio domani, mettono in primo piano la trasformazione delle potenzialità regionali in leve per il benessere
collettivo. «Appuntamento col Cinghiale» proseguirà anche oggi, alle 11: si discuterà di «Territorio, stagionalità e qualità».

La Puglia delle eccellenze dà un sapore nuovo alla tradizione

La rivoluzione di Slow Food e il metodo della cooperazione tra pubblico e privato

Sulla tavola di Peppe Zullo, giudicata dalle guide specializzata come una tra le più appetitose e qualitative, non c’è solo il cinghiale in questa due giorni dedicata al «Re dei boschi» della Capitanata: ci sono anche le opere golose della Federazione Pasticcieri Pugliesi, il pane sfornato da un forno a paglia con cinque secoli
di storia, i prodotti caseari della vicina Irpinia, la frutta e gli ortaggi biologici colti dagli alberi di Villa Jamele e coltivati nell’Orto dei Sapori Perduti.

Molte varietà di frutta non sono più coltivate dai grandi produttori. Al supermercato non potremo mai trovare le mele «limoncelle», le «zuccarine», la «mela lazzarona», le «milelle». Ciascuno di quei nomi curiosi, che indicano altrettante varietà della mela, significa un sapore recuperato al nostro palato, un profumo restituito al nostro olfatto, un colore che acquista luce viva ai nostri occhi.

Orsara, una delle tre «Città Slow» della Puglia, sta scommettendo – da ormai 15 anni – su un modello di sviluppo basato su alcuni capisaldi: valorizzazione del settore agroalimentare, promozione di una enogastronomia tanto qualitativa quanto accessibile a tutti i portafogli, cooperazione tra pubblico e privato, collaborazione
dell’Amministrazione comunale con l’Università, la Provincia di Foggia, la Regione Puglia e quelle nuove realtà, vedi il Distretto Agroalimentare Regionale e
l’Ufficio unico per il Pit Tavoliere, che concorrono a costruire un percorso innovativo per chi vuole investire impegno e risorse nelle vocazioni del territorio.

Nell’affrontare questa sfida, Orsara di Puglia ha trovato nuovi compagni di viaggio: l’associazione Slow Food, la rete delle città italiane valutate e promosse da Cittaslow, la Coldiretti e la Confederazione Italiana Agricoltori. Un’alleanza sostenuta non solo da Peppe Zullo, ma da altri 11 chef orsaresi che, assieme al «cuoco coi baffi», hanno compreso l’importanza del progetto «chilometri zero», avviandosi a offrire menù realizzati esclusivamente con prodotti locali o regionali, rigorosamente di stagione e dalla tracciabilità garantita.

E’ grazie a questo percorso, nonché per merito delle realtà associative e imprenditoriali di Orsara di Puglia, che il «paese dell’orsa» arriverà a rappresentare la Puglia nella prossima edizione del «Salone Internazionale del Gusto» a Torino.

Ed è sempre per merito del cammino intrapreso se Orsara, negli ultimi 10 anni, è arrivata a dotarsi di numeri e infrastrutture ragguardevoli per ciò che concerne
l’ospitalità: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche.

Nei primi 10 mesi del 2008, Orsara di Puglia ha dedicato 20 appuntamenti alla sua «saporita» vocazione: tra questi la Festa del Vino e la Sagra dell’Asparago, ma anche le trasferte della Galleria Enogastronomica Orsarese a Bazzano (Bologna) e a San Mauro Torinese (To) per una rassegna dei sapori all’insegna dello “slow food”.

Un impegno, quello teso alla valorizzazione delle tipicità del territorio, che ha dato l’innesco a una significativa crescita del turismo, come certificano i dati Apt.

Redazione Newsfood.com

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