Oltre le Olimpiadi: altre località sciistiche del Piemonte
25 Novembre 2008
Le bellezze naturali, la
facile accessibilità, la varietà dell’offerta turistica che non si limita solo alla neve e al periodo invernale sono i punti di forza di queste località.
In provincia di Cuneo, troviamo Limone Piemonte-Riserva Bianca, un comprensorio
sciistico con 80 chilometri di pista e Crissolo sul Monviso alle sorgenti del Po’ .
La località sciistica più rappresentativa della Valsesia (Vercelli) è Alagna: a 1192 metri di altitudine e ai piedi del Monte Rosa, la seconda cima più alta delle Alpi (4634 metri), è un esempio di equilibrio
tra attività umane, turismo e rispetto dell’ambiente.
La Val d’Ossola offre paesaggi naturali di incomparabile
bellezza tra montagne e laghi, le località più conosciute sono l’Alpe Devero (parco naturale, v. scheda), la Piana di Val
Vigezzo, Macugnaga e Mottarone.
In provincia di Biella incontriamo Bielmonte, a 1517 metri di altitudine, e Oropa
Mucrone, a pochi passi dal Santuario di Oropa (v. scheda).
Oltre a sciare si può fare shopping di qualità a prezzi convenienti nei numerosi spacci aziendali e negli
outlet: ci troviamo, infatti, nel distretto tessile, in cui vengono prodotti tessuti e capi delle più importanti firme della moda.
Le Valli di Lanzo e del
Canavese, a poche decine di chilometri dall’area metropolitana di Torino, offrono in ogni stagione laghi, vallate, riserve naturali e parchi caratterizzati da un
ecosistema incontaminato.
Il diavolo in montagna
Gli sci sono il più antico mezzo di locomozione umana, raffigurati già in una incisione rupestre norvegese
risalente al 3000 A.C.
Diffusi in tutti i Paesi del Nord Europa, arrivarono invece con molto ritardo in
Italia.
Adolf Kind (1848-1907), un ingegnere svizzero stabilitosi a Torino nel 1890, portò dalla Svizzera un paio di sci,
mostrandone l’uso agli amici nel salotto di casa sua e poi sulla neve di Bardonecchia.
Era il 1897 e Adolf Kind conquistò i suoi amici alla nuova pratica sportiva, ma i montanari non erano evidentemente
pronti alla novità, e quando videro quell’uomo rosso in viso e dalla folta barba bianca precipitarsi in discesa con quegli strani arnesi ai piedi, gridarono “ el diau! El diau!” (il diavolo).





