La Terra dei Campionissimi: Costante Girardengo e Fausto Coppi
24 Novembre 2008
Novi Ligure ( Alessandria) è la patria di due leggende del ciclismo italiano: Costante Girardengo (1893, Novi Ligure,
Alessandria – 1978, Cassano Spinola, Alessandria) e Fausto Coppi (1919, Castellania, Alessandria – 1960, Novi Ligure, Alessandria).
Costante Girardengo, nato nel
1893, fu il primo ciclista ad entrare nell’immaginario collettivo degli italiani sportivi e non, grazie alla serie incredibile di vittorie conquistate durante la sua lunga carriera.
Fu campione italiano di ciclismo professionistico su strada ininterrottamente dal 1913 al 1925, vinse 965 gare su pista e 106 gare su
strada tra cui ricordiamo le sei vittorie alla Milano-Sanremo e i due Giri d’Italia.
Per lui il direttore della Gazzetta dello Sport, Emilio Colombo, in concomitanza con la vittoria al Giro d’Italia del 1919
coniò l’appellativo di “Campionissimo” al fine di rimarcarne l’assoluta supremazia sugli avversari.
Non tuti sanno che la fama di Girardengo portò all’arresto di un noto bandito italiano, Sante Pollastri.
I due erano legati da vincoli di amicizia, erano infatti entrambi originari di Novi Ligure, e il bandito Pollastri era un appassionato
tifoso del Campionissimo.
Un poliziotto scoprì la passione di Pollastri per il ciclismo e riuscì ad arrestarlo nei
pressi del traguardo di una corsa, mentre aspettava l’arrivo di Girardengo. Il curioso episodio è ricordato in una canzone di Francesco de Gregori, intitolata “ Il
bandito e il campione”.
Nel 1919 nacque Fausto Coppi, il ciclista delle fughe leggendarie.
Nel 1940 vinse il primo dei 5 Giri d’Italia conquistati e nel 1949 riuscì, come pochi altri
ciclisti, ad aggiudicarsi nello stesso anno le vittorie nel Tour de France e nel Giro d’Italia.
I numeri della sua carriera sono impressionanti: citiamo solo l’anno 1952 in cui Coppi conquistò ben 18 vittorie, ma il
suo mito va ben al di là dei risultati sportivi.
Il suo modo di correre gli guadagnò il soprannome di “uomo solo al comando” (dalla radiocronaca del Giro
d’Italia del 1949) per le fughe e gli stacchi nettissimi sugli avversari, tato che alcune radio, quando Coppi tagliava il traguardo, in attesa del secondo e degli inseguitori
mettevano musica da ballo. La sua rivalità con lo storico amico-avversario Gino Bartali raccontava di uno sport che viveva ancora di valori forti e
genuini.
Coppi rappresentava, inoltre, il riscatto di una nazione intera dagli orrori e dalle miserie della II Guerra Mondiale, che lui aveva
ben conosciuto essendo stato prigioniero di guerra in Africa.
La sua morte prematura, nel 1960 a soli 41 anni, ne fissò per sempre la leggenda.
Il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure
Novi Ligure ospita il Museo dei Campionissimi, uno spazio espostivo di oltre 3000 metri quadri
all’interno di un capannone industriale dismesso.
La pista centrale narra visivamente la storia della bicicletta, dai primi modelli di fine ‘800 agli
ultimi in lega di titanio. Una serie di sale espositive permette di personalizzare la propria visita grazie a totem multimediali che approfondiscono gli
aspetti più interessanti del ciclismo. Il cuore del Museo è La Sala dei Campionissimi, in cui si trovano i cimeli e le testimonianze dei due
Campionissimi di Novi Ligure. Da non perdere è la Sala della Realtà Virtuale, dove, in sella a bici computerizzate, si possono simulare sfide e percorsi ciclistici. Sul
sito internet del Museo è possibile conoscere le manifestazioni ciclistiche di “Dolci Terre in bici” dedicate ai luoghi dove vissero e si allenarono i due
Campionissimi e le rassegne enogastronomiche delle “Dolci Terre di Novi”, per gustare, tra una pedalata e l’altra, i vini e i piatti tipici
del territoro di Novi Ligure





