Leggende del calcio: Boniperti, Bettega, Rivera

By Redazione

 

Giampiero Boniperti ( 1928
– Barengo, Novara)  è stato eletto“juventino del secolo” durante le celebrazioni del centenario della Juventus:  il giusto riconoscimento per una dedizione lunga cinquant’anni, prima come giocatore e poi come dirigente. Nella stagione 1946/1947 segna la prima delle 178 reti
realizzate in serie A e nel 1953 firmò, come unico italiano convocato, una storica doppietta nella partita Inghilterra-Resto d’Europa.

Per 13 anni ha indossato la divisa juventina Roberto Bettega (1950, Torino), campione sportivo di grandi
qualità umane che sfortunatamente è stato segnato da infortuni e vari problemi di salute. Fin dal primo campionato giocato in serie A nella stagione 1970/71, Bettega divenne
un punto di riferimento per la squadra e, come Boniperti,  continuò la sua avventura sportiva nella Juventus ricoprendo varie cariche
dirigenziali.

Gianni Rivera (1943,
Alessandria) è il giocatore simbolo di una grande squadra del campionato italiano, il Milan. Esordì a 16 anni nella squadra di Alessandria, sua città natale e nel 1960,
con il passaggio al Milan,  iniziò la carriera in Serie A che conta 527 presenze e 128 reti. Il  1968 è stato il suo anno
d’oro: vinse lo Scudetto italiano, la Coppa delle Coppe e con la Nazionale Italiana conquistò la vittoria agli Europei.

Nel 1969 Rivera fu il primo calciatore italiano a ricevere il Pallone d’oro, guadagnandosi il soprannome di
“golden boy”. Nel 1979 vinse con il Milan l’ultimo scudetto della sua carriera e da allora ha ricoperto vari incarichi dirigenziali nella squadra e si è dedicato
alla carriera politica.

 

Il calcio di una volta: le mucche di Boniperti

 

Boniperti, oltre che come calciatore, si fece apprezzare come dirigente parsimonioso e molto attento al bilancio.
Sosteneva ad esempio, che i calciatori  non dovevano essere pagati troppo, perché indossare la maglia bianconera era un onore che ricompensava di tutti i
sacrifici. Quando era ancora un giocatore, gli Agnelli vollero assegnarli un premio e lui, di origini contadine, chiese nove mucche gravide, da trasferire nella sua fattoria di
 Barengo ( Novara).

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