Olio EVO europeo: regole severe, controlli diseguali

Olio EVO europeo: regole severe, controlli diseguali

By Giuseppe

Tra tutela formale e falle operative, l’olio d’oliva, simbolo del Mediterraneo rischia la fiducia dei consumatori

 

Collana: Europa Unita si’ ma… con tanti ma, by Comolli

 

Newsfood.com, 23  gennaio 2026

 

Olio EVO, produzione UE e mercati

Europa Unita Si’ ma… con tanti ma!

Olio EVO europeo: regole severe, controlli diseguali

L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più regolamentati d’Europa. Ma sono anche i più controllati? Eppure, tra norme complesse, controlli disomogenei e importazioni poco tracciabili, emergono crepe preoccupanti. La tutela esiste sulla carta, meno nei fatti. E quando la fiducia vacilla, a pagare sono produttori seri e consumatori.

Olio EVO, produzione UE e mercati… solito controllo, responsabilità, sanzioni… se ci sono solo sulla carta

L’olio extra vergine di oliva, abbreviato in EVO, è un simbolo dell’agroalimentare e della cucina mediterranea, di conseguenza un prodotto altamente riconosciuto, tutelato e sostenuto da parte dell’UE all’interno della Politica Agricola Comunitaria (PAC).
Cioè molti finanziamenti degli Stati Membri UE (cioè dei cittadini di ogni Paese europeo) sono destinati al mondo agricolo, giustamente, in quanto il comparto “possiede” finalità non solo di imprese, economia, business.

La Corte dei Conti Europea (quella Corte che ogni tanto bacchetta l’Italia su diverse mancanze o carenze o interpretazioni da sempre) ha sentenziato che, in un quadro normativo complesso e corretto, purtroppo ci sono disomogeneità fra gli Stati e nelle transazioni con Paesi terzi.

Siamo sostenitori che la UE deve predisporre norme uguali per tutti a un livello di “quadro”, ma poi ogni Stato Membro deve applicarle correttamente alla propria realtà produttiva e trasformativa (trattasi di un prodotto di origine agricola), tutelando produttori e prodotti anche da concorrenza sleale e da importazioni di “olio” che non possiedono tutti i requisiti della “stringente” normativa UE in fatto di DOP, IGP, STG, ma anche di salute pubblica.

La UE è primo produttore al mondo di olio di oliva (oltre 60%), cioè considerando insieme quello “normale” e quello “extravergine” (slowfood.it, europa.eu e lifegate.it).

La Corte ha individuato che ci sono lacune sulla tutela della reputazione, autenticità, qualità garantita e sulla fiducia del consumatore.
La Corte evidenzia che i controlli “sanitari e salutistici” dell’olio europeo sono efficaci e non si rilevano casi di frodi o scambi di prodotto o miscele strane, mentre i controlli verso “oli importati” sono più deboli e manca tracciabilità di origine e di filiera. C’è anche qualche Stato Membro dell’UE (ne cita nome e cognome) che effettua controlli sporadici o totalmente assenti.

L’audit della Corte imputa anche alla Commissione Europea di disporre di dati parziali e articolati secondo “sistemi” di controllo diversi da Paese a Paese e quindi chiede alla UE una supervisione più attenta, per rendere omogenei i controlli e le importazioni identici a quelli della produzione interna.
La Corte indica che la Commissione UE, avendo strumenti e personale più che a sufficienza, non controlla la tracciabilità agricola, industriale e commerciale dell’olio targato UE.

La Commissione UE ha subito risposto che la “burocrazia normativa” è attiva e garantisce ottimi livelli di controllo… eludendo il vero audit della Corte, cioè dare al consumatore garanzie più certe, più alte, perché la fiducia nell’acquisto non venga meno, con tutte le problematiche conseguenti.

La Corte – dice e non dice – che la UE deve agire come le compete, ben oltre i pezzi di carta, soprattutto per certi Stati Membri che hanno accordi o contratti bilaterali che consentono passaggi e accesso a prodotti diversi da quelli europei.
È un chiaro messaggio verso il rinnovo dell’accordo con l’olio tunisino (raddoppio delle quantità che già arrivano in Europa) e al cambiamento dell’etichetta che oggi consente ampi margini di manovra con la designazione “oli UE e non UE” nella stessa confezione sullo scaffale dei supermercati.

Giampietro Comolli 

Vedi: Europa Unita sì ma … con tanti ma!

Vedi anche:  “Il Punto e Virgola di Comolli”Chi è Giampietro Comolli

 


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