Nucleare: un sito nazionale per le scorie

Torino, 12 Ottobre 2007 – L’assessore all’Ambiente e all’Energia, Nicola de Ruggiero, ha partecipato all’incontro con il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani per la
definizione di un percorso che porti all’individuazione del sito unico nazionale di deposito dei materiali nucleari. Il ministero intende costituire un gruppo di lavoro, composto dai
rappresentanti del Governo e delle Regioni, che entro sei mesi fissi le caratteristiche e i criteri di selezione dell’insediamento complessivo (depositi e servizi integrati).

Con la firma, il 24 novembre 2006 a Lucca, dell’accordo intergovernativo per il riprocessamento in Francia di 235 tonnellate di combustibile irraggiato, il Governo italiano ha assunto nei
confronti del Governo francese l’impegno a riprendersi i rifiuti entro il 2025, collocandoli nel deposito nazionale. Nel corso dell’incontro il Ministro ha ribadito la volontà del
governo di individuare un sito unico nazionale per i rifiuti radioattivi ma, a differenza del passato, la scelta tecnica non è più quella di un sito geologico, ma di un deposito
superficiale inteso come un centro di servizio di alto livello con applicazioni in campo tecnologico nella ricerca e nella formazione, soluzione ampiamente adottata dai paesi industrializzati.

«Bene ha fatto il ministro a convocare tutte le Regioni – dice de Ruggiero – per riprendere il percorso che lo stesso Bersani nel 1997 aveva avviato per l’individuazione del deposito
unico nazionale. Oggi questo tema è più urgente che mai perché, è opportuno ricordare, il rientro dei rifiuti che abbiamo inviato all’estero per il riprocessamento
è strettamente correlato alla problematica dell’individuazione del deposito unico nazionale. La politica non può perdere altro tempo, occorre iniziare la discussione perché
la scelta del sito sia preceduta da una discussione ampia e partecipata. La gestione del post-nucleare dimostra ancora una volta come non siano maturi i tempi per un ritorno a questo tipo di
energia. Condivido pertanto la posizione del ministro che non ritiene pensabile un ritorno alla produzione di energia nucleare nel nostro Paese».

Alla riunione l’assessore ha ribadito con forza la posizione della Regione Piemonte che, negli anni passati, ha dato alla «causa nucleare» più di quanto era nelle sue
possibilità: «Tutte le opere realizzate sui siti nucleari piemontesi, di cui si è sempre condivisa l’urgente realizzazione in quanto finalizzate ad un incremento delle
condizioni di sicurezza, devono possedere un carattere di provvisorietà poiché l’obiettivo finale è il rilascio del sito privo da vincoli di natura radiologica, il
cosiddetto «prato verde».

«Inoltre come stabilito dalle conclusioni del documento prodotto dall’VIII commissione della Camera nel marzo 2003 – ricorda de Ruggiero – è naturale che il futuro deposito unico
non sia individuato in nessuna delle aree dove attualmente insistono installazioni contenenti scorie nucleari. Questo vale, a maggior ragione, per la nostra Regione in cui, con una scelta poco
felice, si scelse di costruire le centrali e gli impianti nelle immediate vicinanze dei corsi d’acqua».

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