Novara: congiuntura manifatturiera III trimestre 2007
28 Novembre 2007
Novara – L’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Novara, condotta su un campione di 143 imprese manifatturiere provinciali, per un totale di 8835 addetti, evidenzia, nel
terzo trimestre dell’anno, una flessione dei volumi produttivi del -4,2% rispetto al trimestre precedente, registrando un risultato negativo, seppur più contenuto, anche nel confronto
col corrispondente periodo del 2006 (-2,2%).
“La nostra indagine congiunturale – commenta Gianfredo Comazzi, presidente dell’Ente camerale – dà il conforto statistico dei malumori e delle preoccupazioni che, da qualche tempo,
serpeggiano tra gli imprenditori novaresi. Dopo il rallentamento del secondo trimestre, i volumi produttivi sono calati di oltre due punti percentuale rispetto al terzo trimestre dello scorso
anno, con le rubinetterie che, in entrambi i periodi, hanno perso oltre tre punti in termini di output, oltre a veder diminuire l’incidenza delle vendite all’estero sul fatturato. Oltre alle
perduranti difficoltà del sistema moda, dunque, il nostro sistema imprenditoriale si trova a fare i conti con l’affanno del comparto della rubinetteria e valvolame, i cui esponenti
conservano, tuttavia, un certo ottimismo per i prossimi mesi, nei quali ci si attende una ripresa di slancio delle esportazioni”.
Il sistema moda, in particolare, risulta interessato da una variazione tendenziale corrispondente al -3,9%, valore che crolla a quota -13,8% nel confronto con il trimestre precedente, confronto
che, occorre precisarlo, risulta falsato dal minor numero di giorni lavorativi che si rileva nel periodo luglio-settembre. Il metalmeccanico vede diminuire il proprio output del -3,7% rispetto
allo scorso anno, evidenziando una contrazione più contenuta (-1,7%) in riferimento al secondo trimestre 2007. Tali risultati risentono, in particolare, delle difficoltà
provenienti dal comparto delle rubinetterie (-3,3% su base annua) e ad essi si contrappone il trend di crescita manifestato dall’alimentare ( 1,1%) e dal chimico-gomma ( 2,5%).
L’utilizzo della capacità produttiva si porta lievemente al di sotto del livello registrato nel III trimestre del 2006 (73,5% contro 74,9%), permanendo a livelli soddisfacenti e con
valori superiori alla media nel metalmeccanico (74,3%) e nel chimico-gomma (77,3%).
Le difficoltà avvertite dalle imprese locali si riflettono nell’andamento dei nuovi ordinativi: sia gli ordinativi interni che quelli provenienti dall’estero appaiono in diminuzione
(nell’ordine -3,5% e -1,4%), contrapponendosi al risultato positivo registrato nel trimestre precedente (rispettivamente 1,7% e 2,6%).
In riferimento alla domanda interna, la sola perfomarce di segno positivo è quella messa a segno dal settore alimentare, caratterizzato da una situazione di sostanziale stabilità;
è opportuno precisare, tuttavia, come la crisi del tessile-abbigliamento (-9,9%) contribuisca a trascinare verso il basso il risultato complessivo, accentuando la diminuzione delle
commesse domestiche espressa dal chimico-gomma (-2,2%) e dal metalmeccanico (-1,9%).
Anche sul fronte estero si riscontra una generale tendenza al ribasso, con valori oltre la media relativamente al chimico-gomma (-6,7%), al sistema moda (-5,6%) e al comparto della rubinetteria
e valvolame (-1,6%); in leggera flessione (-0,6%) appaiono, inoltre, gli ordinativi esteri del metalmeccanico e dell’alimentare.
Nonostante gli evidenti segnali di difficoltà, le prospettive a sei mesi rivelano una discreta dose di ottimismo.
Gli imprenditori che si dichiarano fiduciosi in un aumento dei volumi di produzione superano, infatti, dell’8,8% i pessimisti, percentuale che sale al 42,4% nel caso dell’alimentare e al 41,5%
relativamente al chimico-gomma.
In riferimento agli ordinativi, le imprese che ipotizzano un incremento della domanda interna risultano lievemente inferiori (-0,5%) a quelle che ne prevedono un calo, mentre il saldo relativo
alla domanda estera risulta positivo per un valore di 18,4 punti percentuale, in deciso miglioramento rispetto al valore registrato nel trimestre precedente (9,1%).
Sotto il profilo settoriale, si osserva come gli operatori del settore alimentare affidino la ripresa principalmente alle commesse domestiche ( 59,3%), ma anche la quota di coloro che esprimono
ottimismo verso un incremento degli ordini dall’estero si mantiene superiore alla media ( 25,3%). Previsioni decisamente positive provengono, inoltre, dal settore chimico e della
gomma-plastica, sia sul fronte interno ( 44%) che estero ( 36,7%). Nel caso del metalmeccanico si prevede un calo della domanda interna (-5,4%), ma gli imprenditori si dimostrano fiduciosi in
un incremento degli ordinativi esteri ( 27%), sostenuti dal forte ottimismo dimostrato, con riferimento a questo specifico indicatore, dal comparto delle rubinetterie ( 59,5%).
L’unico settore a manifestare serie difficoltà, pertanto, continua ad essere il tessile-abbigliamento, con risultati negativi corrispondenti a -10,4% per quanto riguarda la domanda
estera e -31,3% relativamente alle commesse domestiche.
La crisi del sistema moda influenza in misura considerevole anche le prospettive occupazionali: la flessione complessiva delle assunzioni (-3,3% come scarto tra ottimisti e pessimisti) risente,
infatti, del pesante -35,7% registrato dal comparto. Incoraggianti appaiono, infine, le aspettative relative ai prezzi di vendita, che manifestano un saldo positivo pari al 24,4%.
A partire dalla prima rilevazione del 2006, l’Unioncamere Piemonte effettua elaborazioni specifiche sui dati congiunturali, uniformandosi alla metodologia adottata dall’Istat, con l’obiettivo
di rendere possibile un confronto tra dati nazionali, regionali e provinciali. In particolare, viene calcolato un numero indice della produzione industriale regionale e provinciale con base
2000=100, al quale sono applicati una correzione per giorni lavorativi e un procedimento standard di destagionalizzazione.
Nel terzo trimestre 2007, l’indice della produzione industriale della provincia di Novara con base anno 2000=100 è risultato pari a 88,1, con un decremento, come già evidenziato
in precedenza, del -2,2% rispetto allo stesso periodo del 2006. L’indice della produzione destagionalizzato è stato invece pari a 90,4, con un decremento del -0,8% rispetto al trimestre
precedente, a fronte del dato leggermente superiore registrato a livello regionale (91,8).





