Noi, il pianeta, il clima e i costi per la svolta

 Noi, il pianeta, il clima e i costi per la svolta

Noi, il pianeta, il clima e i costi per la svolta  – Articolo su QN IL GIORNO del 6 novembre 2021

 

di Achille Colombo Clerici

C’è grande interesse in questi giorni per le riunioni internazionali sui temi del riscaldamento globale e dell’inquinamento. Due fenomeni che, secondo la scienza, sono strettamente connessi. Laddove gli scienziati appaiono divisi è su quanto l’azione dell’uomo influisca non tanto sull’inquinamento, va da sé, quanto sul clima. Secondo la maggioranza l’incidenza è pari al 50%, secondo altri è solo del 5%. Una differenza macroscopica che, effettuata la scelta, condiziona in maniera definitiva lo sviluppo economico e sociale di miliardi di persone.

Partiamo dagli elementi di cui siamo a conoscenza. L’uomo esercita un’influenza crescente sul clima e sulla temperatura terrestre con l’uso di combustibili fossili, la deforestazione, l’allevamento di bestiame, l’antropizzazione. Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle naturalmente presenti nell’atmosfera, alimentando l’effetto serra e il riscaldamento globale. Ma è altrettanto vero che il pianeta continua, da 5 milioni di anni, a vivere ampie variazioni climatiche.

Nel frattempo, ai giorni nostri, afferma Giacomo Properzj, raffinato scrittore e politico milanese, l’iniziativa volenterosa di molti Paesi e in particolare dell’Europa sui due fronti – riscaldamento e inquinamento – viene in parte frustrata dalla posizione assunta da tre potenze, Cina, India, Russia, che non accettano il limite del 2050 per le emissioni zero; ed altri Paesi dipendono in toto o in parte dai combustibili fossili per la loro economia; altri ancora (tra cui l’Italia) sono in notevole ritardo sulla tabella di marcia. Infine occorrono montagne di soldi: nel mondo per produrre il 10% di energia da fonti rinnovabili si sono spesi 3.800 miliardi di dollari. Per l’obbiettivo net zero emissionsnel 2050 occorrono,secondo la Gfanz, 100mila miliardi di dollari, quasi 50 volte il Pil italiano.

Consideriamo poi che, sulla base dei dati del 2019, i Paesi con le maggiori emissioni di CO2 nel mondo sono, in miliardi di tonnellate: la Cina, con 10,1 – gli USA con 5,2 – l’Europa con 2,9 – l’India con 2,6. Mentre la Cina è il maggior consumatore di carbone, con il 52% a livello mondiale.

Quali i reali vantaggi delle politiche praticate? Un solo esempio. Prendiamo il caso del fotovoltaico domestico.  I pannelli bisogna produrli, inquinando, e vanno smaltiti; e questo è un’altra causa di costi collettivi e di inquinamento ambientale.

L’aumento di temperatura, specie quando combinato con l’aumento della popolazione e delle relative richieste di risorse idriche ed energetiche, può comportare uno stress notevole per i sistemi sociali ed economici della nostra civiltà. Ma il pianeta e la vita sulla Terra non sono in pericolo. Sono passati attraverso catastrofi e cambiamenti ben maggiori di quanto osserviamo oggi.

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