No indebolimento benchmark dei Fondi pensione

In merito al processo di riforma del DM n° 703 sui criteri e sui limiti agli investimenti dei Fondi Pensione, CGIL CISL e UIL chiedono che le nuove linee guida proposte dal Ministero
dell’Economia, siano illustrate attraverso metodologie di consultazione e coinvolgimento più consone al ruolo delle parti sociali e alle caratteristiche delle forme pensionistiche
complementari, in considerazione delle peculiarità del risparmio previdenziale rispetto alle altre forme di risparmio, CGIL CISL e UIL chiedono di mantenere e rafforzare lo strumento del
benchmark che bene ha saputo fino ad oggi verificarne il controllo del rischio.

Per CGIL CISL e UIL, il benchmark ha infatti caratteristiche più adatte al controllo di investimenti di medio-lungo termine rispetto ad altri dispositivi che il Ministero dell’Economia
sembra invece voler proporre e che vedono la netta contrarietà del Sindacato in quanto non introducono nuovi elementi di trasparenza e stabilità propri invece del sistema di
previdenza complementare.

Per CGIL CISL e UIL le nuove linee guida sui limiti agli investimenti dei fondi pensione proposte dal Ministero dell’Economia devono prima di tutto essere coerenti con l’esigenza primaria di
tutelare la sicurezza del risparmio di natura previdenziale. La previdenza complementare necessita infatti di regole in grado di salvaguardare al meglio gli investimenti dei lavoratori,
garantendo loro – attraverso scelte opportunamente ponderate – una rendita futura adeguata. Riteniamo pertanto che anche gli strumenti di controllo dei risultati di gestione debbano essere
coerenti e funzionali ad un investimento naturalmente proiettato nel medio e lungo periodo.

CGIL, CISL e UIL, non rilevando l’urgenza del provvedimento, ritengono necessaria un’ulteriore e approfondita riflessione circa le motivazioni delle scelte sottostanti al documento di
consultazione prima della predisposizione della bozza di articolato del decreto.

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